Adeguamento liturgico cattedrali: mons. Maniago (Cei), “icone visibili della chiesa locale. Siano espressione della chiesa delineata dal Concilio e auspicata da Papa Francesco”

foto SIR/Marco Calvarese

Progettare una chiesa ex novo “costituisce un’impresa affascinante e assai impegnativa”, ma progettare “l’adeguamento liturgico di una chiesa già esistente, o addirittura di una cattedrale, costituisce un’impresa ancora più affascinante e impegnativa” e costituisce “un progetto culturale di ampia portata, richiede la partecipazione attiva di varie competenze, il pastore, il liturgista, l’architetto, l’artista, lo storico dell’arte e dell’architettura, lo storico della Chiesa”. Così mons. Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta (Taranto) e presidente della Commissione episcopale per la liturgia della Cei, intervenuto alla giornata di formazione per illustrare il “Bando nazionale per l’adeguamento liturgico delle cattedrali” in corso a Roma. L’adeguamento di una cattedrale è necessario, spiega, per “consentire alla Chiesa di riunirsi attorno all’altare e all’ambone per pregare e celebrare come comunità, gerarchicamente strutturata, esattamente come vuole la riforma liturgica”. Fondamentale “muoversi in modo consapevole nel contesto attuale” affinché l’edificio di culto sia espressione coerente della Chiesa delineata dal Concilio e auspicata da Papa Francesco. In uscita, quindi “in dialogo con la cultura e le altre confessioni religiose; “povera e per i poveri” e quindi con un progetto “essenziale, solido e senza sprechi”.
Si tratta di “dare evidenza e primato alle celebrazioni dei sacramenti; insomma una chiesa “come spazio in cui la Chiesa si riunisce attorno all’altare e all’ambone a celebrare la santa Eucaristia”. In essa, avverte mons. Maniago, si devono immediatamente e chiaramente individuare i suoi simboli fondamentali: il fonte battesimale, l’altare, l’ambone. La chiesa deve essere inoltre accessibile a tutti, illuminata, sicura. Soddisfacente dal punto di vista climatico. Particolare cura dovrà essere posta alle dimensioni acustica e luminosa. Per quanto riguarda la cattedrale, essa è distinta dalla presenza della cattedra episcopale, “icona della Chiesa fondata sugli apostoli” e “icona visibile” della Chiesa locale. Per questo la cattedrale “rappresenta un modello esemplare sia nell’organizzazione dello spazio rituale che nella celebrazione della liturgia, è un microcosmo della fede di un popolo”. In essa “vivono una unicità e una esemplarità di cui non possiamo non tenere conto”.

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