Accoglienza: mons. Spreafico (Frosinone), “non è un optional per i cristiani, ma un invito di Dio all’amore”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La Bibbia non fa distinzione tra i poveri, ma invita ad occuparci di tutti, qualsiasi sia la loro condizione e provenienza”: lo afferma mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, nella prolusione su “Etica e migrazioni” pronunciata oggi in apertura di un ciclo di incontri su “Approdi difficili”, promossi dall’Università di Cassino e dalla biblioteca provinciale di Frosinone che li ospita. Nelle Sacre Scritture, troviamo le ragioni dell’accoglienza, dai patriarchi alla parabola di Gesù sul giudizio finale: “Non si tratta solo di difendere il diritto dello straniero, ma di assumere lo stesso atteggiamento di Dio nei suoi confronti, quello dell’amore”. Mons. Spreafico analizza poi cause e numeri delle migrazioni, fenomeno che “non può essere trattato come emergenza, perché fa parte della storia umana”. Conflitti e cambiamenti climatici sono e saranno alla base dei più grandi spostamenti. “In Italia i rifugiati sono uno ogni mille persone e gli stranieri ‘producono’ un Pil di 127 miliardi di euro”, rileva. Una risposta intelligente sono, secondo il presule, i corridoi umanitari, “un esempio positivo, che anche l’attuale governo ha condiviso, e che è diventato un modello per altri Paesi”. Alla luce di Sacre Scritture, etica e realtà, permane per i credenti il richiamo all’accoglienza, che “per noi cristiani non è un optional”, “al di là di ogni tipo di legislazione e certo non per opporsi a leggi che comunque devono governare il fenomeno delle migrazioni, con cui ci dobbiamo misurare”, conclude.

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