Pace: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “sa la politica non genera fraternità, è cattiva politica”

“Oggi abbiamo bisogno di un grande progetto di pace. La sfida antropologica, educativa, culturale, laicale, cristiana, è una soltanto, e si chiama fraternità. O la politica genera la fraternità e genera la pace, oppure è una cattiva politica”. Lo ha detto sabato sera mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, intervenendo a Cosenza alle celebrazioni per la Giornata mondiale della pace. Invocando la “semantica di una nuova politica”, il presule ha riflettuto sul messaggio di Papa Francesco per il 2019, dal titolo “La buona politica è al servizio della pace”, ricordando che “già in casa c’è l’alfabetizzazione educativa della pace”. Parlando ai sindaci della diocesi cosentina, riuniti nella parrocchia di San Nicola, il vescovo ha evidenziato che “non c’è politica buona se non è capace di organizzare la comunità”, considerando che “oggi nei nostri paesi, piccoli o grandi, la comunità manca perché manca l’impegno per i beni comuni”. E “siccome la buona politica è al servizio della pace quando organizza la comunità dei cittadini, delle persone”, “dobbiamo aprire un nuovo cantiere sulla politica, senza paura, senza retorica, senza luoghi comuni e pregiudizi precostituiti”. Per mons. Savino, che ha definito la necessità della “sfida di recuperare la virtù della fiducia”, occorre una “pedagogia della vigilanza” della politica, perché essa non ceda alla “tentazione idolatrica di viversi come potere”. “Oggi – ha riflettuto il presule – la politica stessa deve tornare a fare un’operazione di connessione con il popolo perché altrimenti rischia di essere vista come establishment, come casta, e rischia di essere contestata”.

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