Naufragio nel Mediterraneo: card. Sandri (Chiese Orientali), “soccorrere chi ha incatenato la sua esistenza a trafficanti di uomini e di morte”

“Da Cagliari, città affacciata sul mare, e che dal mare trae vita, pensiamo alle migliaia di morti che lo stesso Mar Mediterraneo ha prodotto in questi ultimi anni, non ultimi alcuni poche ore fa”. Lo ha detto, ieri, il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nell’omelia della celebrazione eucaristica per la conclusione del Giubileo nell’ottavo centenario della fondazione dell’Ordine Mercedario nel santuario basilica di Nostra Signora di Bonaria, a Cagliari, riferendosi ai 170 migranti morti nelle ultime ore in due naufragi. “I nuovi schiavi, che se anche non hanno le catene ai piedi, sono costretti a lasciare terre visitate dalle guerre o dalle povertà endemiche – ha aggiunto il porporato –. Esse, dobbiamo riconoscerlo, sono frutto di dinamiche perverse che colpiscono quei popoli ma hanno le loro radici in altre stanze, le abitazioni degli Erodi dei nostri giorni, i quali continuano ad alimentare divisioni, lotta per il controllo delle risorse, traffici di armamenti, che fanno leva su antiche contrapposizioni confessionali e sul dilagare di ideologie fondamentaliste che si diffondono tra gli strati più poveri delle popolazioni”. Quindi, il cardinale ha auspicato un “servizio alla libertà al giorno d’oggi” che “ci veda impegnati nel soccorrere chi ha incatenato la sua esistenza a trafficanti di uomini e di morte, ma anche a chiedere compatti che la vita umana, ogni vita, dal primo istante del concepimento fino alla morte naturale, sia servita e onorata in ogni parte della terra”.

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