Diocesi: mons. Cantoni (Como), “don Renzo Beretta ci lancia un forte e impegnativo appello alla speranza”

“In un clima di solitudine e di rabbia dove gli altri sono visti e incontrati non come amici, ma solo come clienti, concorrenti o soci, don Renzo lancia alla nostra Chiesa, quindi a tutti i battezzati, un appello a vivere scelte profetiche”. È un invito ad osare, oltre la paura, quello pronunciato ieri dal vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni, in occasione della celebrazione per il ventesimo anniversario della morte di don Renzo Beretta, parroco di Ponte Chiasso, ucciso il 20 gennaio 1999, da un immigrato che aveva accolto insieme a centinai di altri nella parrocchia al confine con la Svizzera. “Cosa ha da dire oggi alla nostra chiesa di Como don Renzo, in questo nostro tempo così travagliato per la Chiesa e per la società?”, si è chiesto il vescovo. “Certamente – ha proseguito – ci lancia un forte e impegnativo appello alla speranza, una virtù di cui oggi noi tutti abbiamo bisogno, vivendo in un clima di incertezza, di nuove forme di povertà e di depressione. Oggi la società respira ansia da paura: dell’altro, del diverso, di chi proviene da un ambiente lontano, del povero che si vorrebbe accantonare, dell’anziano, che non è ricordato o cercato da nessuno. Paura che restringe l’uomo dentro i suoi limitati spazi da difendere in ogni modo, paura che non permette di prendere decisioni stabili e definitive, anche a livello affettivo”. La risposta a questa deriva per mons. Cantoni, sull’esempio proprio di don Renzo, passa “dall’impegnarsi in prima persona, dentro le comunità cristiane, per servire quanti necessitano di aiuto, vicinanza, premura e tenerezza, in continuo dialogo e collaborazione con tutte le persone di buona volontà”.

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