Colombia: vescovi al Sir dopo le parole del Papa all’Angelus sull’attentato di Bogotá. “Lo sentiamo vicino, molto importante il riferimento al cammino di pace”

“Sentiamo molto vicina la consolazione di Papa Francesco, e siamo sicuri che il Santo Padre ci è a fianco con il suo cuore”. Il segretario generale della Conferenza episcopale colombiana, mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, vescovo ausiliare di Medellín, ringrazia il Papa per le parole pronunciate ieri in occasione della preghiera dell’Angelus, affidando direttamente al Sir alcune parole di commento rispetto alle espressioni di Francesco dedicate all’attentato terrorista alla scuola di polizia General Santander di Bogotá, che giovedì scorso ha provocato 21 vittime e una novantina di feriti, a causa dell’esplosione di un’autobomba. Secondo le prime indagini delle autorità colombiane le responsabilità dell’attentato ricadono sull’Esercito di liberazione nazionale, l’organizzazione guerrigliera marxista ancora attiva in Colombia.
Ieri il Papa aveva confidato ai fedeli di avere “due grandi dolori nel cuore”, la Colombia e i morti nel Mediterraneo. E ha proseguito: “Desidero assicurare la mia vicinanza al popolo colombiano, dopo il grave attacco terroristico di giovedì scorso alla Scuola nazionale della Polizia. Prego per le vittime e per i loro familiari, e continuo a pregare per il cammino di pace in Colombia”.
Aggiunge mons. Álvarez: “Ritengo molto importante il riferimento che il Papa ha fatto al cammino di pace. Dopo quanto è accaduto, questa è la maggiore preoccupazione che abbiamo in Colombia. Ma la ricerca della pace deve restare l’obiettivo del nostro Paese e non dobbiamo cessare di lavorare per la pace”.
Il Segretario generale dell’episcopato colombiano prosegue: “Noi continueremo a insistere per percorrere la via del dialogo”. Anche se, obiettivamente, il sentiero si è fatto molto stretto, ma non del tutto interrotto. Il presidente Iván Duque, infatti, pur chiedendo al Governo di Cuba – dove si era installato il tavolo di dialogo tra Governo ed Eln e e dove si trovano i capi dell’organizzazione terroristica – di esercitare il mandato di cattura internazionale reso di nuovo attivo verso i vertici dell’Eln, non ha del tutto chiuso la porta a una futura ripresa del
negoziato. Conclude mons. Álvarez: “Con l’attentato di giovedì il cammino sembra essersi chiuso, ma noi preghiamo perché l’Eln compia quelle azioni necessarie a tenere in qualsiasi maniera la porta aperta”.

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