Brexit: premier May insiste su accordo con Ue bocciato martedì scorso. Obiettivo è convincere parlamentari di Dup a sostenerlo con modifiche al “backstop”

La premier Theresa May

Theresa May ci riprova ed esclude alternative come un secondo referendum o la richiesta di revoca dell’articolo 50 all’Unione europea insistendo su quell’accordo con la Ue che Westminster ha bocciato martedì scorso con 230 voti di maggioranza.
Mentre le bandiere fuori da Westminster, tante con le 28 stelle europee e alcune anche per la Brexit, testimoniavano la passione con la quale venivano seguite le parole della premier, il primo ministro britannico illustrava la sua strategia dopo la sconfitta della scorsa settimana.
“Ritornare dai parlamentari del partito nordirlandese protestante ‘Dup’ per trovare una formula che li convinca a sostenere l’accordo firmato con l’Unione europea. Ed andare poi a Bruxelles con le conclusioni”, ha detto. La premier spera di poter modificare le condizioni del “backstop”, la rete di protezione che mantiene Regno Unito e nord Irlanda legati alla Ue, tanto inviso al partito nordirlandese, per poter convincere quest’ultimo a sostenere l’accordo che ha concluso con Bruxelles.
Martedì prossimo, 29 gennaio, verrà votata una mozione che consente ai parlamentari di proporre emendamenti. Alcuni – non c’è dubbio – cercheranno di escludere il no deal, l’uscita senza accordo del Regno Unito dall’Unione europea.
La premier ha anche annunciato che i 3,5 milioni di cittadini europei, che da oggi possono fare domanda di “settled status” o residenza definitiva, non dovranno più pagare le 65 sterline, i circa 74 euro, previsti fino ad oggi.

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