Ucraina: Shevchuk, “celebrare il Natale significa riempirsi della pace del cielo e dire no alla violenza”

“Celebrare il Natale significa riempirsi della pace del cielo e dire ‘no’ alla violenza”. È il messaggio che Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, rivolge in occasione del Natale. In Ucraina si festeggia con le Chiese ortodosse il 7 gennaio secondo  il calendario giuliano. Il Paese sta vivendo un momento delicato: nella regione orientale del Donbass è in atto un conflitto “dimenticato” che dal 2014 ha causato 10mila morti e milioni di sfollati interni ed esterni. Sul fronte religioso, sabato 6 gennaio avrà luogo a Costantinopoli  la “Sacra Funzione di proclamazione”, con la firma del Tomos, della “Autocefalia della Santissima Chiesa di Ucraina” che ha provocato nel mondo ortodosso e nei rapporti tra Ucraina e Russia uno scossone dalle conseguenze politiche ed ecumeniche molto serie.

Il messaggio di Shevchuk si incastona in questo difficile momento della vita ucraina ed è un invito ad essere “portatori e custodi della pace”. “Evitiamo qualsiasi violenza ”, scrive Shevchuk, “ nelle parole e nelle azioni – soprattutto in famiglia, nel rapporto tra marito e moglie o tra genitori e figli”. Nel messaggio Sua Beatitudine affronta anche la questione delle prossime elezioni presidenziali che si svolgeranno il 31 marzo con un eventuale ballottaggio due settimane dopo. Stando agli ultimi sondaggi l’attuale presidente Poroshenko si vedrebbe superato dall’ex premier Iulia Timoshenko, già candidata nel 2010 e nel 2014, che riceverebbe il 16,1% dei suffragi contro il 13,8% del presidente uscente.

“Non permettiamo che la cieca violenza fisica o morale diventi, nella società in cui viviamo, un mezzo di lotta politica”, esorta mons. Shevchuk. “I rappresentanti dei partiti politici che promuovono la violenza e incitano i conflitti sono, in realtà, dei pusillanimi che non saranno mai in grado di seguire il bene comune della nostra gente. Ovunque viviamo, in Ucraina che a breve dovrà eleggere il suo presidente e il parlamento, o nelle nostre diaspore all’estero, dobbiamo sostenere coloro che vanno al potere non per governare ma per servire e hanno la forza per resistere alla violenza affermando la pace di Dio giusta e duratura”. Da qui l’augurio per il Natale: “Celebriamo oggi la Natività del Signore e diventiamo portatori di gioia celeste e di pace vincendo la violenza e la paura nella vita privata e su tutti i fronti della guerra delle cui conseguenze risente oggi ognuno di noi”. Il capo della Chiesa greco-cattolica rivolge auguri particolari ai  “militari che sono i difensori della pace e i vincitori della guerra” e ai “prigionieri di guerra” e volge lo sguardo “negli ospedali dove curano i feriti nelle battaglie per la nostra patria, nelle case dove gli ucraini addolorati piangono la perdita dei loro cari a causa della guerra. Il Signore della pace è con tutti noi!”, scrive Shevchuk e conclude: “La stella di Natale splenda per noi con la sua luce”.

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