Insegnamento religione cattolica: messaggio Cei, “consolidato come apprezzata componente del curricolo scolastico”

Frutto della revisione del Concordato del 1984, l’insegnamento della religione cattolica “si è ormai consolidato come apprezzata componente del curricolo scolastico ed è scelto da una maggioranza ancora cospicua di studenti e famiglie, che vi trovano risposta soprattutto in termini di formazione personale, di proposta educativa e di approfondimento culturale”. È quanto scrive la presidenza della Conferenza episcopale italiana (Cei) nel messaggio rivolto a studenti e genitori che nei prossimi giorni dovranno decidere se avvalersi o meno della religione cattolica (Irc) per l’anno scolastico 2018-19. “Nel cercare di rispondere sempre meglio a tali aspettative, gli insegnanti di religione cattolica – prosegue il testo – potranno trovare ulteriori e importanti sollecitazioni dal Sinodo dei vescovi che si è concluso nelle scorse settimane e che è stato dedicato proprio ai giovani, cui la Chiesa intende rivolgere un’attenzione sempre maggiore”. Tra le numerose tematiche discusse, i vescovi italiani evidenziano il richiamo legato alla domanda di ascolto che viene dal mondo giovanile e riportano questo passaggio del Documento finale del suddetto Sinodo: “I giovani sono chiamati a compiere continuamente scelte che orientano la loro esistenza; esprimono il desiderio di essere ascoltati, riconosciuti, accompagnati. Molti sperimentano come la loro voce non sia ritenuta interessante e utile in ambito sociale ed ecclesiale. In vari contesti si registra una scarsa attenzione al loro grido, in particolare a quello dei più poveri e sfruttati, e anche la mancanza di adulti disponibili e capaci di ascoltare”.

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