Naufragio nel Mediterraneo: p. Ripamonti (Centro Astalli), “soccorrere e garantire un’accoglienza dignitosa”

“Ogni morte, anche se fosse una, ci dovrebbe interrogare, ci dovrebbe fare chiedere come una persona sia potuta morire affogata nel Mediterraneo, per quale motivo, e se le politiche messe in atto non siano tra le cause di tali tragedie. Invece sembra che tutto possa essere discusso tranne che le politiche dei singoli stati e dell’Unione europea”. Così padre Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli, a commento del naufragio che ha provocato la morte di 117 migranti ieri a largo della Libia. “Questa tragedia ci conferma che dobbiamo cambiare direzione; non serve bloccare i flussi migratori – conclude p. Ripamonti-, non serve chiudere i porti, quello che è veramente urgente è soccorrere e garantire un’accoglienza dignitosa”.

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