Caritas: mons. Pizziolo (presidente ad interim), “difficoltà a coinvolgere i giovani nel servizio agli ultimi”

“Non farsi fagocitare dal ‘fare’. Il pericolo è sempre in agguato, ma chi dirige questi organismi ha ben chiaro che non è alla guida di Ong cui vengono delegate ‘le opere buone’. D’altra parte la promozione dell’impegno caritativo esige anche un esempio nell’agire concreto”. Lo dice il vescovo di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo, presidente ad interim di Caritas italiana, in un’intervista al settimanale diocesano “L’Azione”. Il presule la considera “una struttura solida e ben funzionante”. Indicando la necessità di “individuare in ogni passaggio epocale le fasce più bisognose da un punto di vista materiale e morale”, il vescovo afferma che “in questo tempo le emergenze sono la disoccupazione giovanile e l’immigrazione, con la contraddizione di molti giovani italiani che se ne vanno all’estero in cerca di lavoro e tanti stranieri che arrivano qui per lavorare”. Mons. Pizziolo segnala inoltre “una difficoltà a coinvolgere forze nuove, specialmente i giovani”: “dopotutto mettersi a servizio degli ultimi è una scelta impegnativa. Ma questa difficoltà non deve scoraggiarci!”. Infine, a proposito del rapporto con le istituzioni, il vescovo sostiene che “la Caritas non è né il governo né lo Stato e rispetta le competenze di tutti”. “In rapporto di dialogo offre proposte che possono contribuire al bene comune. Non sono preoccupato, perché la Caritas agisce a favore della comunità e non contro qualcuno”.

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