Ora di religione: mons. Tessarollo (Chioggia), “momento che fa uscire da un pensiero unico e apre orizzonti di vita”

“Un’opportunità e non l’obbligo di aprire gli occhi, anziché chiuderli, verso una realtà che ha accompagnato la storia e la cultura del territorio, le sue fonti, come la Bibbia. Ma è anche l’opportunità di conoscere la storia e cultura religiosa di altri popoli che oggi si affacciano su questo stesso territorio con i loro usi, il loro credere e i loro libri di riferimento”. Lo scrive mons. Adriano Tessarollo, vescovo di Chioggia, sul settimanale diocesano “Nuova Scintilla” a proposito della scelta dell’ora di religione nei percorsi scolastici. “L’ora di religione a scuola è oggi un momento settimanale che fa veramente riflettere, fa uscire da un pensiero unico e apre molti orizzonti di vita”, sottolinea il presule. Mons. Tessarollo segnala inoltre che “fare religione a scuola è ben diverso dal fare catechismo, non presuppone una scelta di fede, ma si fa ‘Cultura religiosa’, che significa riconoscere e quindi anche studiare tutto ciò che ha a che fare con la realtà religiosa nelle sue varie manifestazioni, interrogandoci su ciò che ci propone per crescere come persone e cittadini responsabili di sé, degli altri, e dell’ambiente”. Rivolgendosi ai ragazzi, il vescovo sostiene che “attraverso quest’ora capisci tante cose importanti per la vita e soprattutto impari il rispetto per gli altri”. “Anche per i ragazzi che aderiscono a un’altra religione e ai quali i genitori chiedono di non partecipare a quell’ora, se vi partecipano, si renderanno conto che conoscere gli aspetti culturali di un’altra religione è estremamente utile e arricchente”.

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