Luigi Sturzo: Truffelli, “con la sua attività Sturzo condusse i cattolici italiani all’accettazione del metodo democratico”

“C’è un aspetto decisivo dell’iniziativa politica sturziana: il fatto che con la sua attività Sturzo condusse, dopo un travagliato cammino, il primo effettivo approdo dei cattolici italiani e più in generale del cattolicesimo in quanto tale, alla democrazia. L’accettazione, cioè, del metodo democratico come forma legittima e anzi auspicabile di confronto politico”. Lo ha affermato questa mattina Matteo Truffelli, docente presso l’Università di Parma e presidente dell’Azione Cattolica Italiana, intervenendo al convegno sul “Centenario del Partito popolare italiano. Luigi e Mario Sturzo: il progetto cristiano di democrazia”, in corso alla Facoltà teologica di Sicilia. Truffelli ha ricordato che quella di Sturzo fu “una posizione che, come sappiamo, il magistero farà propria in maniera esplicita solo molti anni più tardi, e solo dopo aver attraversato la tragica esperienza dei totalitarismi. Lo farà in modo parziale nel messaggio natalizio del 1944 di Pio XII, e ancora più tardi in forma effettivamente compiuta. Solo, cioè, con il Concilio Vaticano II”. “Sarà il Concilio – ha proseguito – a compiere nella Costituzione Gaudium et Spes un passaggio decisivo per pensare e praticare la democrazia come valore: l’accettazione, cioè, del pluralismo”. “Un principio che la nascita del Partito popolare diede implicitamente per acquisito sia a livello concettuale che nella concreta prassi politica, ma che – ha notato Truffelli – non era affatto semplice da metabolizzare per il pensiero politico cattolico dell’epoca”.

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