Tutela minori: p. Lombardi (La Civiltà Cattolica) “nella Chiesa sviluppati modelli di risposta efficace”. Summit Vaticano “occasione per passi decisivi”

Dopo l’articolo dello scorso 15 dicembre sul quaderno 4044 de “La Civiltà Cattolica”, che ripercorreva le tappe della crisi degli abusi sessuali  da parte del clero e della risposta della Chiesa negli ultimi pontificati, p. Federico Lombardi, nel quaderno 4046 in uscita sabato, presenta in modo dettagliato alcuni “modelli” di risposta efficace. Anzitutto un recente documento della Conferenza episcopale canadese (Protecting Minors from Sexual Abuse) che analizza in profondità gli effetti degli abusi sulle vittime e sulla comunità ecclesiale, delinea il modo corretto di rispondervi da parte dei vescovi e della comunità stessa e formula “Linee guida” per le procedure giuridiche e pastorali da seguire. La prima parte del testo si apre con 9 lezioni  formulando, per ognuna di esse, “raccomandazioni e punti per l’azione” molto precisi e concreti. “Ci si attende – spiega Lombardi che modererà le sessioni plenarie dell’incontro di febbraio in Vaticano – che in ogni diocesi siano designate persone precise e siano formulate procedure ben deter­minate per provvedere a ricevere le segnalazioni pertinenti a casi di abuso o situazioni di rischio e trattarle adeguatamente”, come pure “per procedere alle indagini preliminari e poi all’eventuale svolgi­mento dei procedimenti processuali”. Molte diocesi hanno già fatto esperienze importanti e sviluppato modelli significativi. Per l’Italia Lombardi cita l’esempio della diocesi di Bergamo, dove è stato costituito uno specifico Ufficio di curia, il “Servizio diocesano per la tutela del minore”. Fondamentale, avverte il gesuita, la collaborazione fra dioce­si e istituzioni ecclesiali, “abbandonando campanilismi miopi e pericolosi e sviluppando il gusto di lavorare e camminare insieme”. Per Lombardi occorre inoltre “formulare e organizzare nuovi curricoli formativi adeguati” ma “in vaste aree del mondo – povere di esperienza, di risorse e di competenze utili – ciò continua a essere molto difficile”. Proprio per rispondere a questa necessità è sorto, nel 2012, presso la Pontificia Uni­versità Gregoriana, il Centro per la protezione dei minori (Center for Child Protection, CCP). Nella Chiesa cattolica universale “esiste dunque una grande ricchezza di esperienze, idee, programmi, cresciute secondo lo spirito dei 3 principi della responsabilità”: responsi­bility, accountability, transparency.  “L’Incontro dei presidenti delle Conferenze episcopali del prossimo febbraio – conclude Lombardi – sarà un’occasione preziosa per fare passi decisivi su questa via, sia per chi è ‘al centro’, sia per chi è nelle ‘periferie'”.

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