Terra Santa: don Michalicek (Ccee), “pellegrinaggi e gemellaggi per far sentire vicinanza ai cristiani locali”

(Haifa) “Un pellegrinaggio di grande significato utile per andare oltre le letture parziali o incomplete di quanto accade in Terra Santa che spesso apprendiamo dai media per conoscere da dentro la realtà in cui vivono gli abitanti, tra i quali anche i nostri fratelli cristiani”. È un bilancio tutto positivo quello che don Martin Michalicek, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), traccia al Sir del pellegrinaggio annuale di solidarietà dell’Holy Land Coordination, organismo composto da presuli di Usa, Canada, Ue e Sud Africa, che si è concluso oggi ad Haifa. Don Michalicek, alla sua prima partecipazione al pellegrinaggio, si dice “favorevolmente impressionato dal fatto che i nostri cristiani di Terra Santa non cercano tanto un sostegno economico quanto una vicinanza spirituale e morale necessaria per sostenere le sfide che arrivano da una situazione difficile sotto il punto di vista sociale e politico provocata da un conflitto ultradecennale che non vede la fine”. I pellegrinaggi possono aiutare in entrambe le situazioni: “Da una parte aiutano economicamente le comunità cristiane locali e dall’altra offrono anche quella vicinanza morale e spirituale di cui hanno bisogno. Per questo è molto positivo l’aumento record dei pellegrini registrato nel 2018”. “Come Ccee cercheremo di concretizzare questa esperienza attraverso la sensibilizzazione delle Conferenze episcopali europee a gemellaggi con le parrocchie di Terra Santa, ad attivare progetti condivisi a livello religioso e sociale. Ma soprattutto a venire in pellegrinaggio in Terra Santa per conoscerla. Il pellegrinaggio diventa così un segno di vicinanza della Chiesa universale ai fedeli di Terra Santa e un modo per dire loro che non li lasciamo soli nella lotta per i diritti”.

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