Settimana unità dei cristiani: messaggio delle Chiese in Italia, “affermare la giustizia ed essere strumento della Grazia guaritrice di Dio in un mondo frammentato”

“Come cristiani, siamo stati chiamati a mostrare una comune testimonianza per affermare la giustizia e per essere strumento della Grazia guaritrice di Dio in un mondo frammentato”. È quanto propongono quest’anno i responsabili delle Chiese cristiane in Italia alle proprie comunità di riferimento per la Settimana di preghiera per l’unità della Chiesa che sarà celebrata anche nel nostro Paese dal 18 al 25 gennaio con una serie di numerosissime iniziative di preghiere, celebrazioni, tavole rotonde. In un messaggio pubblicato nel sussidio che accompagnerà ovunque nel mondo le iniziative per la Settimana, i responsabili delle Chiese italiane scrivono: trovandoci “in un mondo inquieto e pieno di arroganza, dove spesso i problemi, gli antagonismi, le inimicizie e le guerre fanno rumore, si corre il rischio di giungere alla propria autodistruzione. Noi cristiani, d’altra parte, continuiamo a essere di scandalo con la nostra divisione e, soprattutto, a essere indifferenti, mostrando irresponsabilità e indolenza davanti alla grandezza di Dio, davanti ai doni e ai beni di Dio nei nostro confronti”. Quest’anno la Settimana ha per tema un brano tratto dal Deuteronomio, “Cercate di essere veramente giusti”. Da qui l’invito delle Chiese alle comunità cristiane del nostro Paese a “combattere l’ingiustizia ed essere preziosi fratelli di quanti sono vittime dell’ingiustizia”. “Non dimentichiamo – aggiungono – che l’ingiustizia non solo ha reso più pericolosa la divisione sociale, ma ha anche alimentato le divisioni nelle Chiese, che sono giunte al punto di vivere separatamente per più di mille anni, a volte con fanatismo, odio, senza preghiera e solidarietà”. “Tutti i cristiani – conclude il messaggio – si devono inginocchiare ai piedi della Croce di Cristo, l’unico modello di amore, di fede, di speranza, di pace e di unità” e costruire insieme “una società pacifica e spiritualemente prospera”. Il messaggio è firmato per la Cei da mons. Ambrogio Spreafico, per la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) dal presidente Luca Negro e per la Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta dal metropolita Gennadios.

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