Luigi Sturzo: Truffelli (Ac), “la sua idea di politica era moderna, fa approdare i cattolici alla democrazia”

“Questo appello riesce a far fare un salto in avanti che ha superato un fossato e che ha saputo anticipare i tempi dell’approdo dei cattolici alla democrazia, ancor più che alla vita politica nazionale”. Lo dice il presidente dell’Azione Cattolica, Matteo Truffelli, nell’intervista al settimanale della diocesi di Vicenza “La Voce dei Berici”, a proposito del centenario dell’Appello ai liberi e forti. Ricordando il contesto in cui nasce quell’appello, lo storico evidenzia “un passaggio ecclesiale”: “Il mondo cattolico capisce e sceglie di abbandonare le vecchie posizioni di astensione rispetto alla vita politica e istituzionale, superando così il ‘Non expedit’. L’appello di Sturzo sottolinea questo passaggio: la presa di iniziativa coraggiosa dei cattolici per superare quella frattura”. Secondo Truffelli, “è interessante sottolineare che si tratta di un appello programmatico”, che “evidenzia l’idea che la politica e l’impegno partitico non potessero che essere di tipo programmatico e non semplicemente ‘mettiamoci insieme tra cattolici’ o ‘una certa classe sociale’ o ‘di una certa area del Paese’, ma diamoci un programma per tutti”. Un incoraggiamento, quello avanzato da don Sturzo, che presenta una sua “consapevolezza e del gruppo che gli stava accanto della necessaria laicità della politica che non si può fare per difendere istanze di parte anche se sono istanze della Chiesa”. “La politica è di per sé laica e quindi un appello politico non si poteva che rivolgere a tutti. La sua è una idea moderna di politica e grazie a questo fa approdare i cattolici alla democrazia che è accettazione del pluralismo esterno e anche interno al mondo cattolico”.

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