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Consiglio d’Europa: cittadinanza e democrazia, esperienza delle scuole cattoliche. Mons. Rudelli, “educare al vivere insieme in una società plurale”

(Strasburgo) Esistono “convergenze tra le indicazioni del Consiglio d’Europa” su “i valori, gli atteggiamenti e le capacità che la scuola dovrebbe offrire in termini di educazione al vivere insieme in una società plurale” e le riflessioni e le buone pratiche che si registrano nelle scuole cattoliche in Europa. Lo ha evidenziato mons. Paolo Rudelli, Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa, aprendo oggi a Strasburgo il seminario “Dialogo interculturale: apprendimento alla cittadinanza e alla democrazia. Pratiche delle scuole cattoliche” organizzato dalle rappresentanze al Consiglio dell’Oiec, l’Ufficio internazionale per l’educazione cattolica, e l’Unaec-Europa, l’Unione europea degli ex studenti di educazione cattolica, in collaborazione con la Missione permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa e con l’associazione Decere (Democrazia, costruzione europea e religioni) e l’Ocipe (Catholic Office of Information and Initiative for Europe). “Per l’educazione cattolica, le domande poste dal contesto multiculturale non sono inedite, sia perché la rete di istituzioni educative cattoliche abbraccia praticamente il mondo intero, sia perché in molte regioni, una buona parte o addirittura la maggioranza degli studenti che le frequenta non sono cattolici”, ha argomentato mons. Rudelli, riferendosi a “Medio Oriente, quasi tutti i Paesi dell’Asia ma anche in diversi paesi dell’Africa, e in alcuni casi anche in Europa”.

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