Papa Francesco: udienza, “per pregare bene bisogna arrivare ad avere un cuore di bambino”

foto SIR/Marco Calvarese

“Per pregare bene bisogna arrivare ad avere un cuore di bambino”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, nella catechesi di oggi, dedicata all’invocazione centrale del Padre Nostro. “Non un cuore sufficiente, così non si può pregare bene”, ha ammonito sempre fuori testo, spiegando che “pregare bene” significa pregare “come un bambino nelle braccia di suo padre, suo papà, il suo babbo”. “Non si tratta solo di usare un simbolo, in questo caso la figura del padre, da legare al mistero di Dio”, ha precisato ancora Francesco: “Si tratta invece di avere, per così dire, tutto il mondo di Gesù travasato nel proprio cuore. Se compiamo questa operazione, possiamo pregare con verità il Padre nostro”. Dire “Abbà”, per il Papa, è infatti “qualcosa di molto più intimo, più commovente che semplicemente chiamare Dio ‘Padre’. Ecco perché qualcuno ha proposto di tradurre questa parola aramaica originaria con ‘papà’ o ‘babbo’: invece di dire Padre nostro dire papà, babbo”. “Noi continuiamo a dire Padre nostro, ma col cuore”, ha proseguito a braccio: “Siamo invitati a dire papà, ad avere un rapporto con Dio come il bambino con il suo papà. Chi dice papà dice babbo”. Queste espressioni, infatti, per Francesco, “evocano affetto, calore, qualcosa che ci proietta nel contesto dell’età infantile: l’immagine di un bambino completamente avvolto dall’abbraccio di un padre che prova infinita tenerezza per lui”.

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