Notizie Sir del giorno: Brexit, abusi, udienza Papa, Europa, bomba in pizzeria Napoli, migranti

Brexit: Ue si prepara “a ogni evenienza”, anche a un divorzio senza accordo. “Londra decida cosa intende fare”

(Strasburgo) Rammarico, preoccupazione, rinnovata disponibilità al dialogo accompagnata da fermezza: da Strasburgo emergono sentimenti diversi ma una sola linea comune sul Brexit, che chiede a Londra di decidere. Nella sede del Parlamento europeo si è svolto un dibattito fra le istituzioni Ue, dopo che ieri sera, circolata la notizia della bocciatura a Westminster dell’accordo per il divorzio dall’Ue, si era già espresso chiaramente il presidente della Commissione: “il tempo è quasi scaduto”. Il negoziatore Ue per il Brexit Michel Barnier ricorda che “mancano 10 settimane al 29 marzo, la data che proprio il governo inglese aveva stabilito per l’uscita dall’Unione, ma nel Regno Unito non emerge una linea. Bocciano l’accordo, ma non hanno una proposta alternativa”. Il dialogo tra le due sponde della Manica proseguirà, ma, dice Barnier, “ora spetta al governo britannico specificare cosa vorranno fare. Noi manteniamo la calma, restiamo uniti e scegliamo ancora dialogo e trasparenza”. (clicca qui)

Abusi: mons. Russo (Cei), approvazione del regolamento del Servizio nazionale “passo importante”. A maggio “linee-guida”, in programma “incontri con le vittime”

“Un passo importante”: così mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, ha definito l’approvazione del regolamento del Servizio nazionale per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili nella Chiesa, da parte del Consiglio permanente che si è concluso oggi. In materia di prevenzione e contrasto agli abusi sui minori quello della Chiesa italiana, ha precisato il segretario generale, “è un atteggiamento sinodale: è un percorso certamente lungo, ma fatto con attenzione, perché tale struttura possa essere operativa in modo efficace”. La prossima tappa importante, in occasione dell’Assemblea generale di maggio – ha annunciato Russo –, saranno le Linee-guida, “in fase abbastanza avanzata di realizzazione”, che “tengono conto delle buone prassi in atto sul territorio”. La strategia scelta dalla Chiesa italiana, infatti, è quella della sinergia, nella lotta agli abusi, su tre livelli: “Nazionale, regionale e diocesano”. Prima e dopo l’incontro sugli abusi convocato dal Papa per febbraio con i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo – al quale parteciperà per l’Italia il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei – sono in programma due incontri con alcune vittime”. (clicca qui)

Abusi: incontro di febbraio in Vaticano, padre Lombardi modererà le sessioni plenarie

Il Comitato organizzativo dell’Incontro “La protezione dei minori nella Chiesa”, che si terrà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio nell’Aula nuova del Sinodo, si è riunito a Roma giovedì 10 gennaio. A darne notizia è oggi la sala stampa della Santa Sede. “Al termine dei lavori – si legge nel comunicato – il Santo Padre ha ricevuto in udienza i membri del Comitato, che hanno provveduto ad aggiornarlo sulla preparazione dell’incontro”, che prevede “sessioni plenarie, gruppi di lavoro, momenti di preghiera comuni con ascolto di testimonianze, una liturgia penitenziale e una celebrazione eucaristica finale”. “Papa Francesco ha assicurato la sua presenza per l’intera durata del meeting”, informa ancora la sala stampa vaticana, rendendo noto infine che il Papa ha affidato a padre Federico Lombardi “il compito di moderare le sessioni plenarie dell’incontro”. (clicca qui)

Papa Francesco: udienza, nella parola “Abbà” è “registrata la voce di Gesù”

“Nella prima parola del Padre nostro troviamo subito la radicale novità della preghiera cristiana”, condensata in una parola: “Abbà, Padre, papà, babbo”. Lo ha spiegato il Papa, che proseguendo le catechesi sul Padre nostro ha fatto notare che nel Nuovo Testamento “la preghiera sembra voler arrivare all’essenziale, fino a concentrarsi in una sola parola: Abbà, Padre”. Nella catechesi dell’udienza di oggi, Francesco ha citato la lettera di san Paolo ai Romani: “Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: ‘Abbà! Padre!”. “L’espressione è talmente importante per i cristiani che spesso si è conservata intatta nella sua forma originaria”, ha sottolineato Francesco: “Paolo la conserva intatta: Abbà”. “È raro che nel Nuovo Testamento le espressioni aramaiche non vengano tradotte in greco”, ha commentato: “Dobbiamo immaginare che in queste parole aramaiche sia rimasta come ‘registrata’ la voce di Gesù stesso. Hanno rispettato l’idioma di Gesù”. (clicca qui)

Europa: Conte, “l’Italia la vuole più forte e solida”. “Vogliamo cambiarla perché sia più equa e solidale”

“L’Italia, il mio governo, vuole un’Europa più forte e più solida. La vuole cambiare perché sia un’Europa più equa e solidale”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa a N’Djamena, in Ciad, con il presidente della Repubblica del Paese africano, Idriss Déby. Parlando ai giornalisti, il premier ha sottolineato che “l’Unione europea non può subire il traffico illegale di vite umane, non può rimanere sopraffatta da questa crudele realtà ma deve prevenirla”. “Come pure – ha proseguito – deve prevenire le minacce terroristiche. Sono due fenomeni che hanno un impatto fortemente negativo non solo in Africa ma anche in Europa”. Conte ha parlato della necessità di “strategie elaborate” e di un “approccio strutturale” per “affrontare e risolvere questi problemi” altrimenti se ne “rimane sopraffatti”. “Ieri dicevo che l’Europa può franare sotto il peso delle migrazioni irregolari”, ha evidenziato il premier, riconoscendo che “ci stiamo dividendo, stiamo denunciando la nostra incapacità di affrontare questi problemi e di questo l’Europa rischia di pagare il conto”. Sui flussi migratori, il presidente del Consiglio ha sottolineato che “se oggi possiamo vantare una relativa tranquillità per quanto riguarda la rotta del Mediterraneo centrale, questa tranquillità è solo apparente. Ci sono altre rotte che si stanno sviluppando” per cui “il fenomeno va contrastato in modo globale”. (clicca qui)

Bomba in pizzeria a Napoli: Sorbillo, “sono desolato. Con me è scossa la città e tutta l’Italia”

“Sono desolato per la bomba in pizzeria. E con me è scossa tutta la città e l’Italia intera”. Così Gino Sorbillo, proprietario della pizzeria in via dei Tribunali, nel centro storico di Napoli, davanti al cui ingresso stanotte è stata fatta esplodere una bomba, commenta al Sir quanto è accaduto. Per Sorbillo, impegnato anche in tante attività sociali e noto pure in tv, è un incubo: “Sembra di essere tornati alla stagione delle bombe, per di più nel centro antico di Napoli, sempre affollato di studenti e di tanta gente semplice”. “La mia pizzeria – aggiunge – è il simbolo della rinascita del centro antico della città, che lavora e attira turismo, insomma l’immagine positiva di Napoli. Io sono a via dei Tribunali da 24 anni, ma la nostra pizzeria di famiglia ha cento anni di storia, sono stato nell’Arma dei carabinieri e ho sempre aiutato ragazzi a rischio mostrando loro come attraverso la pizza ci si può salvare. Perciò, considero questa bomba una vigliaccata da parte di chi mi ha attaccato per dare segnali ad altri esercenti e commercianti, come a dire: ‘Abbiamo colpito Sorbillo, ora mettiamo bombe anche a voi’”. Era nell’aria un fatto del genere? “Assolutamente no – risponde Sorbillo -: io sono sempre attento a monitorare quello che mi gira intorno, anche per la mia esperienza nelle forze dell’ordine, e so di essere sempre tenuto d’occhio, ma non avevo ricevuto minacce”. (clicca qui)

Migranti: don Ciotti, “siamo chiamati a lottare per la vita, la dignità e la speranza di tutti. L’immigrazione non è un reato”

“Non ci sono parole. Le parole sono stanche; le abbiamo ripetute, abbiamo alzato la voce e dobbiamo continuare a farlo, ad essere lottatori di vita e di speranza. Dobbiamo continuare a chiedere ciò che è giusto, non dimenticare che i confini in natura non esistono. Sono solo convenzioni. Non si possono chiudere i porti perché le coste del pianeta sono di tutti e devono continuare ad essere di tutti”. È un fiume in piena don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’Associazione Libera, mentre commenta al Sir la vicenda delle navi Sea Watch e Sea Eye bloccate nel Mediterraneo per 19 giorni. Sull’appoggio di diversi cattolici al decreto sicurezza, don Ciotti afferma: “Non voglio giudicare gli altri, ma credo che il Vangelo ci inviti ad essere coerenti. Noi cristiani chiediamo a Dio di essere misericordioso, di perdonare i nostri limiti e le nostre fragilità, ma anche Dio chiede a noi di essere misericordiosi, di soccorrere, aiutare, accogliere”. Per il sacerdote, “non si ama Dio se non si ama il prossimo. I comandamenti diventano un invito a essere veri, coerenti, credibili. Non si può respingere la vita delle persone; non si può restare indifferenti di fronte a tutto quello che sta avvenendo sulla faccia della terra”. Di qui un monito: “Siamo chiamati a lottare per la vita che vuol dire lottare per la speranza di tutti. E la speranza non è un reato, l’immigrazione non è un reato”. (clicca qui)

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