Gmg 2019: mons. Burcher (Reykjavík), ai giovani “pregate per la pace con i rosari di Betlemme”

“Preghiamo il rosario per la pace nel mondo. Ma soprattutto preghiamo per la pace in Terra Santa. Fin quando non ci sarà pace a Gerusalemme non ci sarà pace nel mondo”: a lanciare l’appello direttamente dalla Terra Santa, dove si trova con i vescovi dell’Holy Land Coordination, è mons. Pierre Burcher, vescovo emerito di Reykjavík, in Islanda. “Papa Francesco – spiega al Sir – ha espresso più volte il desiderio di pregare per la pace nel mondo. E desidera anche che i giovani preghino per questo obiettivo, a partire da Gerusalemme e Betlemme”. Per questo motivo nei mesi scorsi il presule si è fatto promotore, con Caritas Gerusalemme, di un progetto che ha visto la realizzazione di 1,5 milioni di rosari in legno di ulivo da consegnare ai giovani della Gmg di Panama. Per settimane famiglie cristiane di Betlemme, Beit Sahour e Beit Jala hanno lavorato alacremente per realizzarli usando 80 milioni di grani e 710 km di elastico. Con questo lavoro oltre mille persone hanno un salario garantito per 18 mesi. La cifra necessaria per il lavoro è di 1,5 milione di dollari. A cercare i benefattori è l’associazione svizzera Saint-Jean-Marie Vianney di Lausanne che ha preso a cuore questa iniziativa. Le croci dei rosari hanno inciso a laser la scritta Bethleem e Jmj 2019. “Ora – dice al Sir mons. Burcher – un milione di questi rosari sono arrivati a Panama e i giovani li troveranno nella sacca del pellegrino. Ogni giovane ne riceverà tre: uno da tenere per sé, uno da donare a un suo coetaneo e uno da riportare a chi è rimasto a casa”. “Domenica prossima qui in Terra Santa, in tutte le parrocchie cattoliche dei diversi riti si pregherà per la pace di Terra Santa. Sarà un anticipo della preghiera di Panama” conclude mons. Burcher.

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