Giulio Andreotti: mons. Sapienza, “la menzogna passa, i fatti restano” e “i posteri giudicheranno sui fatti”

“Non è un tentativo di beatificazione di Andreotti o di difenderlo”. A sgombrare il campo da ogni equivoco, a proposito de “I miei santi in Paradiso”, il libro pubblicato dalla Lev a cento anni dalla nascita dello statista scomparso nel 2013, è stato uno dei due autori, mons. Leonardo Sapienza, reggente della Casa Pontificia, al termine della presentazione del libro, questa sera al Senato. “Il nostro vuole essere soltanto un contributo per una maggiore conoscenza della sua personalità, un tentativo di vederlo da vicino e di vederlo dentro”, ha detto Sapienza, spiegando di aver conosciuto Andreotti soprattutto dalle sue ultime lettere, che ha voluto fossero aperte solo dopo la sua morte e sono ancora inedite. “Andreotti ha fatto ricorso all’intelligenza e non all’inganno, all’abilità ma non al sotterfugio, alla riservatezza ma non alla menzogna”, il ritratto di Sapienza: “La menzogna passa, i fatti restano. I posteri giudicheranno sui fatti”.

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