Cattolici e politica: card. Bassetti, “cattolicesimo democratico trae la sua ispirazione dalla fede”

foto SIR/Marco Calvarese

Il collante del XX secolo è stato il cattolicesimo democratico: “Un cattolicesimo democratico che trae la sua ispirazione dalla fede e dal rapporto che alcuni uomini e donne hanno avuto con il cristianesimo”. A metterlo in evidenza è stato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, presentando questa sera al Senato il libro “I miei santi in Paradiso”, scritto da mons. Leonardo Sapienza e dal giornalista Roberto Rotondo in occasione del centenario della nascita di Andreotti. “Un rapporto intenso, fermissimo, fecondo”, ha commentato il cardinale: “Così fecondo da attraversare quasi tutto il secolo: dall’appello ai liberi e forti di don Luigi Sturzo del 1919 fino alla morte recente di quegli uomini come Andreotti che a quell’appello, in qualche modo, si sono sempre rifatti. Uomini diversi, con inclinazioni e attitudini differenti, ma che avevano una storia politica in comune la cui paternità risaliva anche a quell’appello di don Luigi Sturzo di cui proprio in questi giorni celebriamo il centenario”. Nel volume edito dalla Lev, ha fatto notare Bassetti, “c’è una lunga carrellata di uomini – e anche di una donna – che sono stati protagonisti indiscussi del secolo scorso: da Giorgio La Pira a don Primo Mazzolari, da don Carlo Gnocchi a don Zeno Saltini, da Papa Pio XII a Paolo VI, da San Giovanni Paolo II fino a Santa Teresa di Calcutta e San Pio da Pietralcina. E ancora don Giuseppe Canovai, San Escrivà de Balaguer e il Beato Alvaro del Portillo”. “Una complessa ragnatela di esperienze, storie e rapporti umani – l’ha definita il porporato – che Andreotti ha tessuto già dalla fine degli anni Trenta, nel corso di un’epoca difficile per la nostra civiltà, caratterizzata da una gravissima crisi economica e dallo sviluppo di alcuni regimi dittatoriali che si sono affermati – è bene ricordarlo – con la sopraffazione ma anche con gli applausi delle folle”. “In quell’epoca così violenta e carica di falsi profeti che hanno perfino strumentalizzato la religione, crescevano invece grandi personalità, grandi uomini di Dio, tenaci nel servizio e ardenti nella missione, che avrebbero dato vita, come ho già avuto occasione di dire in passato, ad una stagione alta e nobile del cattolicesimo politico italiano e avrebbero contribuito a formare una civiltà basata sull’umanesimo cristiano”, ha proseguito Bassetti: “Una civiltà basata sulla dignità incalpestabile della persona umana che rinunciava, in nome del Vangelo, ad ogni volontà di oppressione del povero e ad ogni rigurgito razzista”.

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