Bomba in pizzeria a Napoli: don Palmese (diocesi) al Sir, “una parte della popolazione fa di tutto per vanificare ciò che è bello, eccellente, importante”

“A Napoli il livello di disumanizzazione non è mai diminuito: camorra o non camorra, c’è una fetta della popolazione – che purtroppo non è poca – che rispetto a ciò che è ritenuto bello, eccellente e importante fa di tutto per vanificarlo e deturparlo. È un malcostume che si è molto insinuato, soprattutto tra i giovani”. Lo denuncia al Sir don Tonino Palmese, vicario episcopale del settore carità e giustizia della diocesi di Napoli, commentando l’esplosione di una bomba, stanotte, davanti alla pizzeria di Gino Sorbillo, a via dei Tribunali, nel centro storico di Napoli. “Provoca dolore, dispiace vedere che qualcosa di bello e buono, come l’attività di Sorbillo, deve essere per forza deturpato – prosegue don Palmese -. Proprio stamattina sono andato a rimettere la lapide, vandalizzata, di un giovane, Luigi Sica, vittima innocente della criminalità. È la terza volta che rimettiamo la lapide”. Il vicario episcopale insiste: “Ci sono come un malcostume diffuso e una sorta di impunità sul territorio, perché sanno che c’è poca gente che li osserva, sia tra quelli che dovrebbero farlo per mestiere, sia tra i cittadini che andrebbero coinvolti nella denuncia”. Allora, conclude don Tonino, “non c’è soluzione se non nella capacità di tutti di fare la loro parte: tutti la facciamo, ma non la facciamo abbastanza bene”.

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