Rifugiati: Consorzio Farsi prossimo, con il progetto “Fami” in circa 200 accompagnati verso l’autonomia socio-economica

Si è tenuto oggi, alla Cascina Triulza di Milano, “Che non resti Fra Noi”, evento conclusivo del progetto Fami “Fra Noi – Rete nazionale di accoglienza diffusa per un’autonomia possibile”, finalizzato alla sperimentazione di interventi volti all’integrazione stabile dei titolari di Protezione internazionale. Il progetto – di cui Consorzio Farsi Prossimo era capofila di oltre 40 enti profit e no profit diffusi in dieci regioni italiane – era finanziato attraverso il Fondo Asilo migrazione e integrazione 2014-2010 (Fami) dell’Unione europea e del Ministero dell’Interno e si è formalmente concluso il 31 dicembre scorso.
Tra i risultati ottenuti, 566 azioni personalizzate studiate per le persone incontrate, 278 quelle realizzate e concluse, un totale di 194 persone accompagnate verso l’autonomia socio-economica. Per qualcuno l’opportunità in più è stato un periodo di accoglienza in una famiglia italiana. Le famiglie del progetto “Fra Noi” hanno accolto gratuitamente un titolare di protezione internazionale per un periodo di qualche mese. In altri casi sono state progettate azioni per aiutare l’inserimento lavorativo. Sono state 118 le persone inserite in azienda con un tirocinio, prevalentemente nel settore alberghiero e ristorazione (43%), nel commercio/servizi (21%), nel manifatturiero (12%). Di questi, circa un terzo sono già stati assunti.
Infine, le cosiddette “azioni casa” – cioè le azioni di sostegno per permettere ai beneficiari del progetto di abitare in una casa in autonomia: si è trattato di azioni quali l’aiuto nella ricerca della casa, il sostegno economico per le prime bollette o per le prime mensilità di un affitto, che hanno permesso a 100 tra persone e nuclei familiari di entrare in una casa.
Tra gli obiettivi centrati non ci sono solo i numeri. Perché il progetto “Fra Noi” è il primo progetto dedicato all’integrazione con dimensione nazionale: ha permesso infatti di creare una rete tra enti che si occupano di accoglienza ciascuno sul proprio territorio, scambiando informazioni, modalità di lavoro, creando un confronto e permettendo di imparare gli uni dagli altri.
Per Giovanni Carrara, presidente di Consorzio Farsi Prossimo, “creare un’interconnessione tra le singole esperienze sul territorio, o con soggetti attivi in ambiti diversi, come le aziende, ha consentito di ampliare il ventaglio di opportunità: di integrazione, lavorative, abitative”.

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