Povertà: Caritas Roma, “21.149 persone ascoltate in un anno”. In 145 parrocchie più del 60% chiede lavoro e aiuti per affitto

Chi sono le persone che si rivolgono ai centri d’ascolto della Caritas di Roma? Sui 21.149 utenti dell’ultim’anno, la maggior parte (15.046) si rivolge ai centri d’ascolto diocesani, altri 6.103 chiedono aiuti nelle parrocchie. Nei centri diocesani quasi il 60% degli utenti sono giovani immigrati extra Ue  (in maggioranza africani), mentre nei centri parrocchiali oltre il 50% sono cittadini italiani, dai 45 anni in su. Tra i bisogni principali svetta, nel 79,6% dei casi, la questione del reddito inadeguato. Nei 145 centri parrocchiali circa il 60% degli utenti chiede un lavoro, il 61,3% un aiuto per pagare l’affitto. È quanto emerge dal nuovo rapporto “La povertà a Roma: un punto di vista” reso noto oggi dalla Caritas di Roma.  Oltre all’aiuto materiale (cibo, reddito insufficiente) le persone hanno bisogno di essere ascoltate: “È la solitudine, la mancanza di relazioni umane, non essere considerati degni di attenzione, la cosa che più lamentano”. Ma sono presenti anche “isolamento, precarietà abitativa, gestione economica inadeguata, fragilità psicologica, malattie fisiche, bassa scolarità, conflittualità familiare, malattie psichiatriche, disinformazione e disorientamento rispetto ai propri diritti esigibili, disabilità”. Quasi il 20% degli utenti dei Cda diocesani presenta problemi di natura psichiatrica. Tra gli stranieri prevalgono sintomatologie di tipo depressivo e da stress post traumatico. In una delle città con gli affitti più cari tra le richieste più pressanti c’è quella della casa. Nel 2017 a Roma ci sono stati 6.700 sfratti per morosità, il doppio di quelli a Napoli e Milano. La Caritas di Roma sottolinea poi la fragilità della famiglia, con un aumento dei single, separati e divorziati che si rivolgono ai loro centri (69,7% nei cda diocesani, 34,4% in quelli parrocchiali). “Se la crisi della famiglia (separazioni, divorzi) può portare povertà – osserva il rapporto – è vero anche il contrario e cioè che la povertà porta crisi familiare, è un potente disgregatore della famiglia perché è molto complesso il percorso di ridefinizione dei ruoli”. La bassa scolarizzazione caratterizza queste famiglie, provocando a cascata il mancato proseguimento degli studi.

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