Migranti: Gennari (Mediterranea), “forzature pericolose e ribaltamento della legalità”

Da sinistra, Lucia Gennari (Mediterranea)

“Ci sono forzature pericolose in atto da parte delle istituzioni: esiste un diritto del mare e un diritto a chiedere asilo che non vengono rispettati. I porti sono chiusi ma non esiste un provvedimento. Questo vuol dire che allora ogni diritto potrebbe essere messo in discussione, perfino il diritto di voto”. Lo ha affermato Lucia Gennari, avvocato, della piattaforma della società civile Mediterranea saving humans, intervenendo oggi a Roma alla conferenza stampa organizzata da Sea Watch, Open Arms e Fcei. “Ci troviamo di fronte ad una messa in discussione di tutto il sistema giuridico – ha fatto notare Gennari -. Il diritto a soccorrere le persone non c’è più perché è stato delegato alla Guardia costiera libica, che nel 2018 ha intercettato 10.000 persone. E nemmeno il diritto a sbarcare in un porto sicuro. Senza ricordare che l’omissione di soccorso in mare è un reato. Anche il diritto d’asilo viene aggirato, con modalità informali e non trasparenti. È in corso un ribaltamento della legalità ma noi continueremo ad operare in mare e in terra e ad agire con gli strumenti del diritto”. Se qualcuna delle 49 persone sbarcate dalla Sea Watch e Sea Eye, ancora rinchiuse nei centri a Malta, deciderà di presentare ricorso alla Corte europea per i diritti umani, ha precisato, “le supporteremo”.

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