Cesare Battisti: Conte, “nessuno tenti di sottrarsi alla nostra giustizia”. Dopo il Brasile “auspichiamo una svolta nei Paesi che ospitano nostri latitanti”

“Abbiamo dato come governo il giusto rilievo alla cattura, all’espulsione e quindi al trasferimento in carcere di un latitante che era quasi quarant’anni che sfuggiva alle nostre carceri. Il fatto in sé costituiva oggettivamente un’offesa alle persone che sono morte, al dolore dei famigliari che sono sopravvissuti e al sistema giustizia del nostro Paese”. Così il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha risposto a Niamey, in Niger, ad una domanda dei giornalisti circa un’eccessiva esposizione del governo sul rientro in patria di Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo catturato sabato in Bolivia e da ieri in carcere ad Oristano.
“Dal riscontro che c’è stato dai semplici cittadini e dalla copertura mediatica – ha sottolineato il premier – mi sembra che la notizia avesse un grande rilievo. E, di fronte ad una notizia di grande rilievo, se il governo fosse stato timido, sobrio, si fosse nascosto sarebbe stato inappropriato”.
Conte ha detto di voler “far di tutto” per incontrare al vertice di Davos il presidente brasiliano Bolsonaro “perché voglio testimoniargli il personale ringraziamento e il sentimento di gratitudine mio personale, del governo e di tutto il popolo italiano. Sicuramente la svolta che c’è stata in Brasile è stata una svolta anche di ordine politico che ha consentito di raggiungere questo risultato, altrimenti probabilmente tutto sarebbe rimasto come prima”. “Da questo punto di vista – ha concluso Conte – ci auguriamo che una significativa svolta ci sia in tutti quei Paesi che ancora ospitano nostri latitanti. Sono persone che hanno subito dei processi” e “quando una sentenza passa in giudicato che nessuno dica che il nostro sistema di giustizia è un sistema ingiusto, che nessuno tenti di sottrarsi alla nostra giustizia”.

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