20 anni dell’euro: Juncker, “non siamo stati sufficientemente solidali con i greci”

(Strasburgo) “La politica monetaria è una politica di pace che però usa altri strumenti”. Ne è convinto il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, intervenuto oggi all’Europarlamento durante la celebrazione dei vent’anni dell’euro. Juncker ha ricordato Jacques Delors, suo predecessore fra gli anni ‘80 e ‘90, come “padre dell’euro”, nonché l’azione politica del cancelliere tedesco Helmut Kohl per giungere al varo della moneta unica. Poi ha sottolineato alcuni punti deboli in questo percorso: l’incompleta convergenza economica dei Paesi della zona euro, la mancanza di una governance efficace per l’Uem, la mancanza di un pilastro sociale, ovvero una convergenza sociale oltre che economica. Quindi un serrato esame di coscienza: durante gli anni della crisi è stato posto con eccesso l’accento sul rigore e sull’austerità e, più ancora, “non siamo stati sufficientemente solidali con la Grecia e con i greci”. “Ora mi rallegro di constatare che la Grecia, il Portogallo e altri Paesi” segnati dalla crisi, abbiano “ritrovato se non un posto al sole, un posto tra le antiche democrazie europee”.

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