Politica: card. Bassetti, no al “male” che “si impadronisce delle paure per trasformarle in rabbia”, a “arrivisti” e “richiami gridati”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Scoraggiamento, sfiducia, indifferenza” che “si impadronisce delle paure per trasformarle in rabbia”. Sono alcuni mali stigmatizzati dal card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella sua introduzione al Consiglio permanente dei vescovi italiani, che si è aperto questo pomeriggio a Roma. “Personalmente – ha detto il cardinale a proposito del clima che si respira nel Paese – non temo tanto le difficoltà, quanto lo scoraggiamento e la sfiducia, che costituiscono il terreno sul quale il male attecchisce e cresce. Temo l’indifferenza con cui il male si impadronisce delle nostre paure per trasformarle in rabbia. Temo l’astuzia che si serve dell’ignoranza. Temo la vanità che avvelena gli arrivisti. Temo l’orizzonte angusto dei luoghi comuni, delle risposte frettolose, dei richiami gridati”. “Il male ama l’ordine fine a se stesso, la potenza, la ricchezza; lo Spirito, invece, è fuoco, è libertà vigile, è sorpresa e incontro”, il monito del presidente della Cei: “Il male invecchia, arrabbiato e stanco; il bene è una giovane primavera”. “La relazione cristiana non è un galateo o una lezione di buone maniere, bensì una disposizione del cuore e della mente, una scoperta di quanto sia possibile affrontare anche i problemi più impegnativi quando si ha amore”, la lezione del cristianesimo: di qui l’auspicio a “pensare meglio e agire con discernimento e concretezza, criteri a cui più volte il Santo Padre ci richiama”.

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