Politica: card. Bassetti, cattolici non si limitino a “rincorrere l’attualità”, serve “metodo” non “vetrina” per “guardare avanti con fiducia”

“Non possiamo limitarci a rincorrere l’attualità con comunicati e interviste; non possiamo perdere la capacità di costruire autonomamente la nostra agenda, aperti a ciò che accade – a partire dalle emergenze che bussano ogni giorno alla porta – ma fedeli a un nostro programma pastorale, che è poi il Vangelo di nostro Signore, incarnato in questo tempo”. Nella parte della sua introduzione dedicata più strettamente ai temi politici, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha messo in guarda i cattolici da qualunque tipo di improvvisazione o pressappochismo: “Le nostre decisioni – ha spiegato – devono seguire un metodo, supportato da un’idea forte e da continue verifiche, da un luogo di elaborazione culturale che non sia semplicemente una vetrina per proporre se stessi. Ci serve metodo anche per utilizzare al meglio le risorse materiali e finanziarie che i cittadini e i fedeli mettono a disposizione della Chiesa; ci serve metodo per interagire con le Istituzioni, in modo distinto e collaborativo; ci serve metodo per guardare avanti con fiducia e impegno”. “Non presumo di avere grandi riforme da proporre, né vedo il bisogno di pensare cose per le quali non siamo attrezzati”, ha affermato il cardinale parlando in prima persona: “Sento, invece, come sia il momento di sperimentare con rinnovata convinzione la forza della nostra comunione; di fare in modo che le singole Conferenze Episcopali Regionali siano rese maggiormente protagoniste; di studiare le singole questioni con l’aiuto dei molti che possono darci una mano; di stimolare e valorizzare l’operosità degli Uffici della nostra Segreteria generale”. “Con l’arrivo di mons. Stefano Russo i nostri assetti sono ristabiliti in piena funzionalità”, le parole dedicate al nuovo segretario generale della Cei: “Disponibilità e competenze non mancano, aiutiamoci quindi a maturare quell’arte del governo che rende tutti responsabili e gratifica chi compie al meglio il proprio dovere”. “Ripartiamo, fratelli, da questo stile sinodale, viviamolo sul campo, tra la gente, per consigliare, sostenere, consolare”, l’esortazione indirizzata ai vescovi: “Sarà, allora, più facile distinguere le buone idee dalle cattive, adottare i provvedimenti più incisivi, scegliere i collaboratori più validi”.

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