Guatemala: il Consiglio ecumenico difende l’operato della Cicig, “il Paese ha bisogno di dialogo, giustizia e pace”

Il Guatemala “ha bisogno di dialogo per proseguire nella costruzione della pace”. Lo scrive in una nota pervenuta al Sir il Consiglio ecumenico cristiano del Guatemala, che raggruppa la Conferenza episcopale, le Commissione ecumenica della Chiesa cattolica guatemalteca, la Conferenza dei religiosi e delle religiose e i rappresentanti delle chiese riformate (episcopaliani, presbiteriani, luterani ed evangelici), che nel Paese centroamericano hanno un grosso seguito (lo stesso presidente Jimmy Morales è evangelico). Una presa di posizione che giunge in un clima teso, mentre nel fine settimana si sono susseguite varie manifestazioni.
Nella nota si condannano “profondamente le decisioni del Governo” relative all’espulsione della Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala (Ccig), che “colpiscono la fragile democrazia che questo Paese è andato costruendo in un prolungato e difficile processo di pace, che ha bisogno di dialogo e no di scontri; l’attuale conflitto nasconde le situazioni più difficili e drammatiche di un popolo che ha bisogno non solo di pane, lavoro e dignità, ma anche di giustizia e pace”.
Secondo i firmatari “è pericoloso mantenere questo tono conflittuale, dal momento che esso favorisce un processo elettorale violento, nel quale le posizione di radicalizzano e si estremizzano”. Viceversa, il Consiglio ecumenico esprime apprezzamento per l’operato della Cicig, che ha contribuito “in modo sostanziale allo smantellamento di strutture di corruzione”. Un lavoro che ora viene messo a rischio, così come “i diritti delle persone e delle istituzioni che difendono i diritti umani, dei magistrati e dei pubblici funzionari”.

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