Colombia: Guerrero (Cinep), “il Governo attuale è contrario all’accordo di pace” con le Farc

Le difficoltà sul territorio in Colombia nascono anche “da una reale mancata realizzazione degli accordi di pace. I problemi mi sembrano soprattutto due: il mancato reinserimento nella vita sociale e civile degli ex guerriglieri delle Farc e il ritmo molto lento con il quale si potranno avere risultati sulle riforma agraria, sulla partecipazione politica, sulla riparazione delle vittime. Questo accade anche perché il Governo attuale è contrario all’accordo di pace”. Lo afferma, interpellato dal Sir, Luis Guillermo Guerrero Guevara, direttore del Cinep (Centro de investigación y educación popular), istituto di ricerca sui temi della pace promosso dai gesuiti, commentando il tragico bilancio relativo alle uccisioni dei leader sociali nel 2018. “Il fenomeno – spiega Guerrero – rappresenta purtroppo una nuova dinamica sociale e politica del Paese ed è legata a varie questioni, alcune di carattere globale. Tra queste, la restituzione delle terre, la questione estrattiva e mineraria, a cominciare dai bacini auriferi, il narcotraffico, le esigenze di partecipazione politica che entrano in conflitto con gruppi e mafie molto potenti. I motivi sono diversi per le varie regioni: le estrazioni di nichel e ferro nei dipartimenti di Cordoba e di La Guajira, i bacini auriferi nel Magdalena medio, l’aumento vertiginoso delle coltivazioni di coca nel sud del Paese. Certo, il processo di pace ha paradossalmente aperto nuovi spazi, quelli prima controllati dalle Farc, che lo Stato non ha riempito”. Possibili soluzioni? “Non è semplice, variano da regione a regione, ma in molti casi l’origine dei problemi non sta in Colombia, le dinamiche sono globali. Per fare la cocaina, mica basta la foglia di coca… ci vogliono i riduttori chimici, gli ingegneri specializzati… E quelli chi li fornisce? E il traffico d’armi chi lo gestisce? Così è anche per gli interessi minerari e idroelettrici delle multinazionali”.
Quello che si può fare, secondo Guerrero, “è un lavoro di accompagnamento delle comunità. Anche per l’azione della Chiesa accompagnare è decisivo, così come saper fare formazione dal punto di vista etico, sociale e politico, anche se questo tipo di formazione sta causando morti. Devo dire che non siamo all’anno zero, ci sono molte iniziative, molti progetti… solo che il bene fa meno rumore del male.

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