Cesare Battisti: Bonafede, “andrà ad Oristano per garantire nel migliore dei modi le condizioni particolari di sicurezza”

“Oggi è stato un momento importante per tutto il popolo italiano, in particolare per le famiglie delle vittime di Battisti. È stato lanciato un messaggio di giustizia che non si indebolisce con il passare del tempo”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, durante la conferenza stampa in cui a Palazzo Chigi, con il premier Conte e il vicepremier Salvini, ha fatto il punto sull’arresto e il trasferimento a Rebibbia di Cesare Battisti. “Le famiglie delle vittime e tutto il popolo – ha sottolineato il Guardasigilli – avevano la ferma volontà di poter rivendicare il diritto a che chi ha sbagliato macchiandosi di reati così gravi deve pagare”. “Oggi – ha aggiunto Bonafede – l’Italia si fa rispettare nel mondo e continuerà a farsi rispettare non solo nella ricerca di coloro che ancora hanno un debito con la giustizia italiana che dovrà essere pagato ma in tutta la politica di prevenzione del terrorismo in cui l’Italia esprime una voce sempre più autorevole a livello internazionale”. “La fuga di Battisti – ha ribadito il ministro – ha mortificato il dolore del popolo italiano e delle famiglie delle vittime. E quella mortificazione, non dobbiamo dimenticarlo, è stata protetta e assecondata da alcuni governi come quello francese o, per un periodo, quello brasiliano sotto Lula”. Battisti, consegnato poco fa agli uomini del Gruppo operativo mobile della Polizia penitenziaria, “a differenza di quanto era stato previsto inizialmente” sarà detenuto nel carcere di Oristano, in Sardegna. “Questa – ha spiegato il Guardasigilli – è stata una valutazione che abbiamo fatto per garantire nel migliore dei modi le condizioni particolari di sicurezza. Il trasferimento nel carcere di Rebibbia sarebbe stato comunque provvisorio”.

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