Arresto Cesare Battisti: oggi in Italia. Conte, “ad attenderlo le nostre carceri per espiare le condanne all’ergastolo”

“Cesare Battisti rientrerà in Italia nelle prossime ore” con un volo da Santa Cruz a Roma. Ad annunciarlo ieri sera è stato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sul suo profilo Facebook. L’ex terrorista dei Proletari armati è stato stato catturato sabato a Santa Cruz, una città al centro della Bolivia, da una squadra speciale dell’Interpol, con agenti boliviani, italiani e brasiliani. Al momento dell’arresto Battisti aveva barba e baffi, non era armato e non ha opposto resistenza. “Ad attenderlo qui da noi – ha aggiunto Conte – ci saranno le nostre carceri affinché possa espiare le condanne all’ergastolo che i tribunali italiani gli hanno inflitto a suo tempo con sentenze passate in giudicato, non certo a causa delle sue idee politiche, bensì per i quattro delitti commessi e per i vari reati connessi alla lotta armata e al terrorismo”.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso la sua soddisfazione per l’arresto del latitante. Mattarella si augura che “Battisti venga prontamente consegnato alla giustizia italiana, affinché sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia e che lo stesso avvenga per tutti i latitanti fuggiti all’estero”.

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha annunciato che Battisti “tornerà in Italia direttamente dalla Bolivia. In questo modo, l’ex terrorista sconterà la pena che gli è stata comminata dalla giustizia italiana: l’ergastolo!”. Cesare Battisti è un “delinquente che non merita una comoda vita in spiaggia ma di finire i suoi giorni in galera”, ha affermato il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, postando sui social una foto di Battisti sovrastata dalla scritta “la pacchia è finita”. “Ringrazio per il grande lavoro le Forze dell’Ordine italiane e straniere – ha ribadito – la Polizia, l’Interpol, l’Aise e tutti coloro che hanno lavorato per la cattura di Cesare Battisti”.

“Penso che mio padre, Sabatini e Campagna possano finalmente riposare in pace”, ha  commentato Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi, il gioielliere ucciso il 16 febbraio 1979: “La ferita non è ancora chiusa, sarà chiusa quando sarà determinata la carcerazione”.

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