Alcide De Gasperi: Ceccarelli (giornalista), “non si preoccupava di piacere, la classe di governo non possiede le sue virtù”

“Il presente rende più nitida la figura di De Gasperi, come in un negativo fotografico, come in controluce: emergono la sua grandissima dignità di portamento, quasi ieratico, la discrezione, la tenacia e la gentilezza”. Lo ha rilevato Filippo Ceccarelli, giornalista del quotidiano La Repubblica e scrittore, sottolineando che queste “virtù sembrano essere estinte” in quanto “la classe di governo non le possiede”. Al termine dell’anteprima nazionale del documentario “Mio padre, Alcide De Gasperi”, prodotto da Tv2000 e curato da Monica Mondo per la regia di Maurizio Carta, Ceccarelli si è detto colpito dallo “sguardo che va in alto” di De Gasperi, che “in tempo di seduzioni iconografiche non si preoccupa di piacere, ma è autentico”. “Da De Gasperi è il racconto di una rotolata giù per la china, oggi assistiamo a quello che speriamo sia l’ultimo rimbalzo”, ha osservato il giornalista evidenziando che “al di là della nostalgia, la memoria è qualcosa che ci aiuta e questo omaggio alla memoria ci dà la possibilità di riconoscere cosa non c’è più e sperare che ci potrà essere ancora”. Quella di De Gasperi è la “figura di uomo garante rispetto al Paese e all’attività di governo”, che ha “guidato i moderati cristiani verso la democrazia”, a cui dunque si deve “l’avvio della storia repubblicana”, ha aggiunto Gianfranco Astori, consigliere del Presidente della Repubblica, per il quale lo statista “scrisse la grammatica della democrazia repubblicana”.

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