Diocesi: mons. Caiazzo (Matera), “il Sinodo è cultura per camminare insieme e dialogare, ascoltando e facendo proposte”

“Celebrare il Sinodo significa lasciarsi interpellare dalla Parola di Gesù”: lo afferma mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, nella Prolusione per il primo Sinodo diocesano, che si apre oggi a Matera. Dopo aver sottolineato l’importanza delle due città principali della diocesi, Matera, “patrimonio mondiale Unesco”, e Irsina, “tra i borghi più belli d’Italia”, menziona la presenza di un papa, Urbano VI, tra i passati arcivescovi di Matera. Davanti ai vescovi della Basilicata, alle autorità civili e ai padri sinodali laici, presbiteri e consacrati, mons. Caiazzo ricorda la centralità dell’Evangelii gaudium: “Papa Francesco ci invita a guardare la realtà così com’è, non per lamentarci, seminare malumore, discredito, piuttosto, a vivere con spirito di sapienza e discernimento la nostra Chiesa locale”. Sottolinea poi la “missionarietà paradigmatica” a cui richiama il Papa: “Non ci chiede di fare cose nuove, ma di fare nuove le cose!”. La pastorale non deve essere conservativa, ma “in cammino, per le strade, che suona i campanelli dei singoli che, chiusi nel loro mondo, aspettano una parola che li incoraggi ad uscire, incontrare Cristo” prosegue. L’arcivescovo di Matera si rivolge alla politica, perché “esca da schemi ideologici con steccati e paletti che mortificano la dignità dell’uomo”. All’inizio dell’anno che vede Matera Capitale europea della cultura, mons. Caiazzo conclude affermando che “Cultura è anche Sinodo, camminare insieme. È possibile se sappiamo dialogare: ascoltare ma anche proporre”.

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