Sea Eye e Sea Watch: don Sciortino (Vita pastorale), “la ‘fortezza Europa’ affoga nelle sue contraddizioni”

“Ora, finalmente, s’è messo fine a questa vergogna. Con un permesso di sbarco a Malta. Un intero continente, con più di 500 milioni di cittadini, non sa farsi carico di poche decine di immigrati. La ‘fortezza Europa’ affoga nelle sue contraddizioni. Tra egoismi e nazionalismi”. Lo scrive don Antonio Sciortino, direttore di Vita pastorale, sul settimanale diocesano “La Gazzetta d’Alba”, a proposito della vicenda dei 49 migranti salvati dalle navi Sea Eye e Sea Watch, per le quali sono rimasti chiusi a lungo i porti europei. “Un durissimo colpo alla sua credibilità ed esistenza – lo considera don Sciortino -. Una vera delusione per chi, credendoci, vorrebbe rilanciarla con un volto più unitario e solidale. E tutto ciò a pochi mesi dalle elezioni europee. Vero spartiacque per il futuro del continente”. Quella italiana nei confronti di 15 profughi viene considera una “apertura lodevole, ma solidarietà tardiva. Poco credibile, dopo due settimane di totale indifferenza”. Tracciando un quadro sulle vicende italiane legate all’accoglienza, dal vicesindaco di Trieste che ha cestinato le coperte di un senza fissa dimora all’opposizione di diversi sindaci al Decreto sicurezza, don Sciortino bolla il dibattito politico sui migranti come una “fenomenale arma di distrazione di massa per distogliere l’attenzione da una politica governativa fallimentare sui fronti più vitali del Paese: dalla povertà alla disoccupazione dei giovani”.

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