Tav: ipotesi referendum. A Torino sabato manifestazione. Le imprese, “presi in giro”

Sale nuovamente la tensione nel Governo e sul territorio per la realizzazione della Tav Torino-Lione. In attesa degli esiti finali della analisi costi-benefici – della quale ieri è stata consegnata una relazione preliminare ancora da condividere con Francia ed Europa -, oggi il vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato l’idea di un referendum sull’opera nel caso (praticamente certo), che il parere della costi-benefici fosse negativo. Una proposta già avanzata nei giorni scorsi dal Governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, e appoggiata anche da quello del Veneto, Luca Zaia, e della Lombardia, Attilio Fontana, ma valutata con freddezza dal M5S.
Intanto, a Torino si scalda nuovamente il clima in vista della seconda manifestazione, prevista per sabato prossimo, in favore della realizzazione della Tav Torino-Lione. Sarà una “mobilitazione lampo” – hanno spiegato le sette imprenditrici che hanno già organizzato la manifestazione precedente -, pensata, hanno detto, “non per farci contare ma per dar voce” ai sostenitori della Torino-Lione. Circa la possibilità di un referendum, invece, chi ha organizzato il flash mob di sabato ha spiegato: “Non ci sarà bisogno, perché vedrete sabato quanta mobilitazione di territori ci sarà, sarà quella la voce del territorio”. Alla manifestazione è prevista la partecipazione di un centinaio di sindaci del Nord Italia, anche della Lega.
Intanto, a far salire la tensione è anche il sistema delle imprese. “Ci stanno prendendo in giro come mai nessun governo ha fatto”, ha detto nel pomeriggio il presidente di Api, l’associazione piccole e medie imprese di Torino, Corrado Alberto.

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