Sea Watch e Sea Eye: Fcei e valdesi accolgono “ma serve una strategia europea”

“Ringraziamo chi, finalmente, ha contribuito a chiudere una pagina vergognosa e disumana della politica europea. Siamo felici di dare il nostro contributo e ci occuperemo di queste persone riconoscendo la loro dignità, come abbiamo sempre continuato a fare con tutti, anche con tanti italiani, di cui noi ci occupiamo quotidianamente, come in generale le chiese cristiane in Europa fanno per tutti. La nostra priorità è aiutare chi è nel bisogno e nella sofferenza, tutto il resto viene dopo”. Così il moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini a commento della soluzione al caso Sea-Watch concretizzatasi nella notte fra i vertici del governo. In  un comunicato stampa congiunto diffuso oggi, anche la Federazione chiese evangeliche in Italia (FCEI), prende la parola chiedendo che “si arrivi a una strategia europea dell’accoglienza, che non ceda di un millimetro sul rispetto dei diritti umani. È evidente – dice Luca Negro, presidente della Fcei – la necessità di una proposta politica strutturata, collettiva, che abbia come parole d’ordine cooperazione, pace e giustizia”. L’ospitalità offerta dalle Chiese evangeliche è totalmente a carico delle chiese grazie al finanziamento della Tavola valdese e a donatori. “Siamo in attesa di conoscere i dettagli per predisporre un’accoglienza diffusa adeguata ai bisogni delle persone e delle famiglie”, fa sapere il Presidente della Diaconia Valdese Giovanni Comba. “Grati agli italiani che ci hanno sostenuto e che continuano a farlo, anche economicamente, continueremo ad utilizzare le risorse che abbiamo a disposizione a favore degli ultimi, italiani e stranieri”.

 

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