Migrazioni: Buonomo (rettore Pul), “possiamo alzare tutti i muri che vogliamo ma l’aspirazione a muoversi è qualcosa di normale”

“Possiamo alzare tutti i muri che vogliamo ma l’aspirazione a muoversi è qualcosa di normale e non ci potranno essere elementi che limitano il movimento”. Lo ha affermato questa sera Vincenzo Buonomo, rettore magnifico della Pontificia Università Lateranense, nel suo intervento alla conferenza “Potere e populismi” svoltasi alla Pontificia Università Gregoriana nell’ambito del ciclo “Il futuro dei diritti umani” in occasione dei 70 anni della Dichiarazione universale. Approfondendo i diritti elencati negli articoli 13, 14 e 15 Buonomo ha invitato a parlare “non di migrazioni ma di mobilità umana”. “Movimento, asilo e cittadinanza” sono “diritti umani che non sono concessi, ma vengono riconosciuti perché hanno fondamento nella dignità della persona”. Ma “oggi siamo in un mondo diverso da quello del 1948”, ha sottolineato il rettore: per cui, ad esempio, “il diritto alla libera circolazione delle persone non è più legato ai confini di uno Stato, alla residenza” così come “un tenore di vita più alto e l’aver garantito i diritti fondamentali ha aumentato la libertà di movimento”. Buonomo ha posto anche l’attenzione sul “grande dato della demografia”, “con una proiezione di 9 miliardi di persone nel 2030 e 10 miliardi entro il 2050”. “La questione della mobilità umana – ha sottolineato – è una questione aperta sul mondo” considerato che “si muove il 4% della popolazione mondiale, un fenomeno in crescita”. Si tratta però di “un fenomeno che viene affrontato ma non governato. Non c’è una governance, ma abbiamo un approccio emergenziale”. Rispetto al diritto di asilo, il rettore ha notato come negli anni si siano estese le motivazioni della richiesta: da “protezione dello straniero” in situazioni di conflitto a richieste “perché vittima del surriscaldamento globale. Causa per la quale chiedo asilo, non di migrare”. Due le sottolineature: l’“impatto ambientale catastrofico” per il raddoppio entro il 2050 dell’attuale produzione alimentare mondiale (dati Fao) e il fatto che sia “diventato impossibile per chi chiede asilo poter tornare nel suo Paese. Il che significa spostamento di popolazione forzato”. Sul tema della cittadinanza, Buonomo ha notato che “oggi abbiamo un concetto dilatato, che non risponde più al parametro tradizionale”. “La concezione tradizionale di cittadinanza è ripresa oggi dai movimenti populisti o sovranisti. E poiché cittadinanza significa appartenenza, delimito o discrimino coloro che non sono cittadini”. Il rettore ha anche invitato a porre l’attenzione sul “contrabbando dei migranti”, “la questione più importante che riguarda quasi il 6% del fenomeno migratorio”. Rispondendo poi ad una domanda, Buonomo ha denunciato che “non c’è Paese al mondo in cui non ci sia violazione dei diritti nonostante ci sia piena coscienza e venga ribadito l’effetto della Dichiarazione universale, che resta uno standard a cui ancora oggi dobbiamo arrivare”.

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