Incontro in Vaticano su protezione minori: Tornielli, “obiettivo concretezza” ma non si tratta di un “anno zero”

“Molto concreto”. Dalle colonne de L’Osservatore Romano Andrea Tornielli definisce in questi termini l’obiettivo della riunione sul tema della protezione dei minori e degli adulti vulnerabili convocata da Papa Francesco il prossimo febbraio in Vaticano. Si tratta, spiega Tornielli, di “far sì che ognuno di coloro che vi prenderanno parte possa far ritorno al proprio Paese avendo assolutamente chiaro che cosa bisogna fare (e non fare) di fronte a questi casi. Quali siano i passi da compiere per tutelare le vittime, nel rispetto della verità e delle persone coinvolte, per far sì che mai più nessun caso venga coperto o insabbiato”. Il giornalista rileva “un’attesa mediatica eccessiva” per l’appuntamento che rischia di “far passare in secondo piano il significato ecclesiale di un incontro tra Pastori, tra i presidenti delle Conferenze episcopali di tutto il mondo, che insieme al Successore di Pietro rifletteranno sul tema degli abusi” e sottolinea “l’universalità tipica della Chiesa cattolica che si riverbera nell’incontro”. Con la consapevolezza, chiosa, che non si tratta di un “anno zero” della lotta agli abusi “perché negli ultimi sedici anni molti passi significativi e concreti sono stati compiuti. Le norme per agire sono state stabilite e inasprite per volontà degli ultimi Pontefici e in taluni casi possono essere definite ‘emergenziali'”. Tuttavia norme, leggi, codici e procedure “sempre più affinate e precise” non bastano, avverte, “se non cambiano la mentalità e il cuore di coloro che sono chiamati ad applicarle”. Per questo Francesco” continua a indicare la via della conversione” ed “è importante che ciascuno dei partecipanti all’incontro ascolti le testimonianze delle vittime sopravvissute” sull’esempio di Benedetto XVI e dello stesso Papa che nel recente discorso alla Curia romana, dopo aver ribadito che anche soltanto un caso di abuso sarebbe “già di per sé una mostruosità”, ha aggiunto che la riunione di febbraio servirà per cercare “di trasformare gli errori commessi in opportunità per sradicare” la piaga degli abusi “non solo dal corpo della Chiesa ma anche da quello della società”.

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