Athletica Vaticana: mons. Sánchez de Toca (presidente), “realtà partita dal basso”. “Al lavoro per dare forma giuridica a rapporto con Cio”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Athletica Vaticana non è la prima realtà sportiva nata in Vaticano – c’è già il precedente del Saint-Peter Cricket Club – ma la prima associazione sportiva costituitasi ufficialmente in Vaticano, segno dell’interessamento della Chiesa e della Santa Sede per lo sport che ha trovato espressione nel primo documento sullo sport ‘Dare il meglio di sé’ pubblicato lo scorso ottobre dal Dicastero laici, famiglia vita”. Esordisce così mons. Melchor José Sánchez de Toca y Alameda, sotto-segretario del Pontificio Consiglio della cultura e presidente della neonata associazione sportiva presentata oggi in Sala stampa vaticana. Athletica Vaticana, spiega, è il frutto di “un piccolo capolavoro di ingegneria canonistico-civilistico-sportiva” perché si trattava di creare “un ente vaticano che potesse tuttavia competere in Italia e all’estero. La formula è stata la creazione di un’associazione di fedeli, ossia un’iniziativa nata dal basso, successivamente riconosciuta dalla Segreteria di Stato, dunque un ente canonico”. Oggi, “l’intesa bilaterale firmata tra Santa Sede e Coni permette ad Athletica Vaticana, e agli altri enti che in futuro saranno creati, di essere riconosciuti in Italia per potersi affiliare alla disciplina corrispondente, per Athletica Vaticana la Fidal”. La Santa Sede, spiega rispondendo ai giornalisti, “è osservatore permanente delle principali organizzazioni internazionali. Nel caso delle Olimpiadi il nostro sogno è vedere la bandiera del Vaticano sfilare in apertura dei Giochi” ma “non è un obiettivo a breve e medio termine. Punterei piuttosto a partecipare ad eventi che hanno grande valenza simbolica e culturale come i Giochi dei Piccoli Stati europei (Paesi con meno di un milione di abitanti) oppure ai Giochi del Mediterraneo che hanno anche una forte dimensione di dialogo interculturale e interreligioso”. Mons. Sánchez de Toca richiama infine il valore dell’inclusione delle persone con disabilità attraverso la pratica sportiva. Di qui il protocollo d’intesa siglato con la Fispes lo scorso dicembre in virtù del quale alcuni atleti con disabilità potranno indossare la maglietta bianco-gialla come “membri onorari”. Una collaborazione sportiva e culturale che si amplierà a breve con il coinvolgimento del Comitato italiano parilimpico con il quale, annuncia Sánchez de Toca, “stiamo lavorando per siglare un accordo”. “Stiamo lavorando – conclude – anche per dare forma giuridica ai rapporti tra Santa Sede e Comitato olimpico internazionale”.

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