Notizie Sir del giorno: Papa su lavoro, abusi in Svizzera, Anac su ddl anticorruzione, Ccee in Polonia

Papa Francesco: “il lavoro conferisce la dignità all’uomo non il denaro”

“Nessuna attività procede casualmente o autonomamente. Dietro ogni attività c’è una persona umana. Essa può rimanere anonima, ma non esiste attività che non abbia origine dall’uomo. L’attuale centralità dell’attività finanziaria rispetto all’economia reale non è casuale: dietro a ciò c’è la scelta di qualcuno che pensa, sbagliando, che i soldi si fanno con i soldi. I soldi, quelli veri, si fanno con il lavoro. E’ il lavoro che conferisce la dignità all’uomo non il denaro”. Ne è convinto il Papa, nell’intervista pubblicata da “Il Sole 24 Ore”. “La disoccupazione che interessa diversi Paesi europei è la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perché ha messo al centro un idolo, che si chiama denaro”. “La distribuzione e la partecipazione alla ricchezza prodotta, l’inserimento dell’azienda in un territorio, la responsabilità sociale, il welfare aziendale, la parità di trattamento salariale tra uomo e donna, la coniugazione tra i tempi di lavoro e i tempi di vita, il rispetto dell’ambiente, il riconoscimento dell’importanza dell’uomo rispetto alla macchina e il riconoscimento del giusto salario, la capacità di innovazione sono elementi importanti che tengono viva la dimensione comunitaria di un’azienda”, spiega Francesco. (clicca qui)

Svizzera: 283 casi di abusi tra il 2010 e il 2017

Sono stati 283 i casi di abusi sessuali in contesto ecclesiale venuti alla luce tra il 2010 e il 2017 in Svizzera, di cui circa 100 risalenti a fatti avvenuti prima del 1970 e circa 30 tra il 2011 e il 2017. A partire da questi dati la Conferenza dei vescovi svizzeri, riunta a San Gallo in plenaria dal 3 al 5 settembre, si è confrontata sul tema delle misure da affrontare in questo ambito. Pubblicato oggi il comunicato stampa che ne sintetizza i risultati. Sui dati: i vescovi spiegano che i 65 casi emersi nel 2017 – di cui 56 riguardano abusi avvenuti prima degli anni ’90 – si motivano con il fatto che la celebrazione di preghiera e penitenza del dicembre 2016 a Sion ha incoraggiato molte vittime a parlare, come la diffusione della notizia dell’istituzione del “fondo di indennizzo delle vittime di abusi caduti in prescrizione”. Massiccia è stata la “mediatizzazione” del tema e la messa in campo a livello di conferenza episcopale e diocesi di sforzi e strumenti per incoraggiare le vittime a parlare. Quindi, si legge nella nota “l’alto numero di casi emersi va interpretato positivamente: mostra che gli sforzi compiuti dalla Chiesa cattolica in Svizzera per raggiungere e incoraggiare le vittime stanno dando i loro frutti e che le commissioni di esperti diocesani e la Commissione di indennizzo lavorano con efficacia”. I vescovi rinnovano comunque il loro appello alle vittime a rivolgersi a una delle commissioni diocesane di esperti o ai servizi cantonali di aiuto alle vittime. (clicca qui)

Sinodo: p. Costa (segretario speciale), “c’è molta attesa”

“C’è molta attesa” riguardo al Sinodo dei giovani, nei confronti di “un evento che coinvolge tutta la Chiesa”, e che chiede agli adulti un supplemento di ascolto, per “riconoscere dove e come i giovani sono”. Lo dice al Sir padre Giacomo Costa, nominato dal Papa segretario speciale, insieme a don Rossano Sala. In un’intervista rilasciata al Sir a meno di un mese dal Sinodo, che si aprirà il 3 ottobre in Vaticano, Costa dichiara: “Sicuramente c’è molta attesa tra coloro i quali, dentro la Chiesa, lavorano con i giovani. E anche tra questi ultimi c’è senz’altro interesse e curiosità, come dimostrano i diversi eventi promossi durante il percorso preparatorio”. “Da evento, il Sinodo si sta trasformando in processo”, sostiene il gesuita: “Se il Sinodo rimane ufficialmente ‘dei vescovi’, proprio per il loro ruolo di pastori, non può non diventare un evento che coinvolge tutta la Chiesa. Naturalmente si tratta di un’evoluzione che non è ancora terminata e che proseguirà anche dopo ottobre. In un certo senso il post-Sinodo sarà importante almeno quanto il Sinodo, perché saranno le varie comunità ecclesiali a dover scegliere come passare all’azione, in linea con l’esortazione post-sinodale di Papa Francesco”. (clicca qui)

#SpazzaCorrotti: Corradino (Anac), “misure indispensabili, ora serve il salto culturale”

“È stato completato un disegno, già in fase avanzata con la precedente normativa, rispetto alla repressione e alla prevenzione. Adesso è il momento di passare al profilo culturale. È tempo di una svolta culturale che provochi un clima di intolleranza alla corruzione. Dobbiamo dare la sensazione della corruzione come un danno sociale. Bisogna reagire. La corruzione è uno stato personale e sociale nel quale uno si abitua a vivere, dice il Papa. Dobbiamo evitare proprio questo”. È il commento di Michele Corradino, commissario dell’Anac e magistrato del Consiglio di Stato, all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del ddl anticorruzione: “Sono molto contento, e il giudizio è favorevole. Molte misure, come io stesso sostengo da anni, erano indispensabili per la lotta alla corruzione”. (clicca qui)

Ccee: vescovi europei in Polonia per parlare di solidarietà

Quattro giorni in Polonia per discutere di solidarietà in Europa. Sarà questo il tema dell’Assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) che si tiene dal 13 al 16 settembre a Poznan. Su invito di mons. Stanisław Gądecki, arcivescovo di Poznań, presidente della Conferenza episcopale polacca e vicepresidente del Ccee, si svolge dunque l’assise ecclesiale a cui partecipano i presidenti di tutte le conferenze episcopali rappresentanti 45 Paesi del continente. L’appuntamento nella terra di san Giovanni Paolo II intende celebrare il 100° anniversario del recupero dell’indipendenza della Polonia; a Poznań, inoltre, si ricorda il 1050° anniversario del primo vescovato in Polonia, proprio a Poznań, prima diocesi dell’odierna Polonia. Ad aprire i lavori della prima sessione, sul tema “Europa: la solidarietà nella formazione delle coscienze e della società”, sarà don Wojciech Sadłoń, membro dell’Istituto di statistica della Chiesa cattolica in Polonia, che presenterà una sintesi dell’indagine sul volontariato, promossa dal Ccee e svolta in questi mesi presso le conferenze episcopali. I vescovi continueranno la riflessione nei gruppi di studio e successivamente in assemblea. (clicca qui)

Regno Unito: Liverpool, al via il Congresso eucaristico. Mons. McMahon, “ritrovarsi a casa in Gesù”

Nel cuore di Liverpool, in quel porto dove approdarono nel passato milioni di migranti irlandesi per portare la fede in ogni angolo di queste isole, questa Chiesa, per secoli perseguitata e ancora minoritaria, con appena sei milioni di fedeli, sta celebrando se stessa. All’arena, ex magazzino della Rivoluzione industriale, oggi sala di concerto famosa della città dei Beatles, diecimila cattolici, in arrivo da ogni angolo del Regno Unito, hanno cominciato a ritrovarsi per celebrare l’Eucarestia. È cominciato “Adoremus”, tre giorni di congresso, che si concluderà domenica: per la prima volta dalla Riforma di Enrico VIII in questi giorni ai cattolici fedeli di Roma verrà consentito di portare in processione l’Eucarestia. Si tratta di un congresso che viene presentato come un trionfo di amicizia, esempio di dialogo tra laici e vescovi che circolano tra la gente salutando e abbracciando tutti e anche celebrazione di ecumenismo. Vi sono infatti, qui, i rappresentanti di ogni denominazione cristiana, quelle stesse chiese protestanti che, nel lontano 1908, all’altro congresso eucaristico, puntarono i piedi e impedirono l’esibizione del Santissimo. E così questa città, centro nevralgico del nord, attrazione turistica da quando è stata capitale europea della cultura nel 2008, ritorna, ancora una volta alle sue radici religiose. “Perché i cattolici inglesi possano ritrovarsi a casa in Gesù nel Santissimo Sacramento”, come ha detto, inaugurando “Adoremus”, l’arcivescovo di Liverpool Malcolm McMahon. (clicca qui)

Brasile: il 15 settembre a Curitiba manifestazione per la vita promossa dall’arcidiocesi

Si terrà il 15 settembre a Curitiba, capitale del Paraná, la Manifestazione per la vita. Si tratta di una mobilitazione dell’arcidiocesi di Curitiba e di centinaia di associazioni e organismi dello Stato del Paraná, di fronte al dibattito e alla prospettiva di una legalizzazione dell’aborto in Brasile, per via giudiziaria. Coinvolte, tra l’altro, le comunità evangeliche, Ong e movimenti che si pongono l’obiettivo di portare decine di migliaia di persone sulle strade della grande città, per dire no all’aborto, riaffermando contemporaneamente il valore delle vite della madre e dei nascituri. L’evento è previsto, dalle 14 alle 18, di fronte al Palazzo di Iguaçu. In programma spettacoli musicali, testimonianze, preghiere e approfondimenti, senza alcun colore politico o partitico. Un messaggio destinato a tutta la città, con l’obiettivo di riempire la Plaza Nossa Senhora da Salete. Durante la dimostrazione verrà registrato un video messaggio, in cui la gente esprimerà le sue aspettative. Il video sarà poi recapitato a undici ministri del Governo federale. (clicca qui)

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