Economia: Istat, nel secondo trimestre 2018 crescita in leggera decelerazione e inferiore a quella dell’area euro

“Nel secondo trimestre prosegue, seppure su ritmi più contenuti e inferiori a quelli dell’area euro, la crescita dell’economia italiana. L’attuale fase ciclica risulta caratterizzata da una sostenuta espansione degli investimenti, dal contributo negativo della domanda estera netta e da una diminuzione della produttività del lavoro”. Lo rileva oggi l’Istat nella sua “Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana”. “Nel secondo trimestre – si legge – il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% su base congiunturale, in leggera decelerazione rispetto al trimestre precedente (+0,3%)”. La crescita è stata sostenuta dalla domanda interna e in particolare dagli investimenti fissi; anche le scorte e gli oggetti di valore hanno fornito un contribuito positivo mentre la domanda estera netta ha apportato un contributo negativo. Secondo l’Istituto nazionale di statistica, “l’indicatore anticipatore si stabilizza sui livelli del mese precedente, suggerendo il mantenimento degli attuali ritmi di crescita dell’economia”. Nel secondo trimestre, i consumi finali nazionali hanno segnato una debole crescita (+0,1%), inferiore a quella rilevata il trimestre precedente (+0,3%). Relativamente al mondo del lavoro, a luglio la stima degli occupati ha segnato un lieve calo rispetto al mese precedente (-0,1%). La disoccupazione si è ridotta; in aumento l’aumento del tasso di inattività, attribuibile quasi completamente alla componente femminile rispetto a quella maschile (rispettivamente +0,4 e +0,1 in punti percentuali). Per quanto riguarda i prezzi, ad agosto la stima preliminare dei prezzi al consumo ha confermato, per il quarto mese consecutivo, la risalita dell’inflazione. La crescita tendenziale dell’indice per l’intera collettività nazionale (Nic) è risultata la più alta da aprile 2017 (+1,7%). Circa le prospettive a breve termine, ad agosto “l’indice del clima di fiducia dei consumatori e l’indice composito del clima di fiducia delle imprese hanno segnato una flessione, influenzati rispettivamente dal deterioramento della componente economica e dall’andamento della manifattura, dove sono peggiorati sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione”.

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