Discernimento: fr. Martzouchos (parroco ortodosso), “ogni uomo ha la sua età spirituale”

(da Bose) – “Ogni uomo ha la sua età spirituale con le resistenze ad essa relative”. Lo ha ricordato oggi pomeriggio fr. Theodosios Martzouchos, parroco della chiesa ortodossa di San Giovanni Crisostomo a Preveza (Grecia), intervenendo al Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa “Discernimento e vita cristiana” in corso al monastero di Bose. Per introdurre la sua relazione su “Il padre spirituale oggi: forza e limiti del discernimento”, fr. Martzouchos ha osservato che “la Chiesa oggi non riesce a mostrarsi al mondo come corpo vivo di Cristo. Di conseguenza anche il padre spirituale si trova in imbarazzo perché sa che deve dare qualcosa che non gli è stato chiesto”. “Quando si trova di fronte un uomo o una donna – ha spiegato –, non è chiaramente evidente che questa persona sia venuta per prendere coscienza di tornare alla Casa del Padre”. “Noi, cristiani di oggi, abbiamo tutte le apparenze esteriori della fede in Cristo, però – ha rilevato – interiormente siamo estranei a Cristo perché non gli abbiamo dedicato il nostro cuore. Questa è una caratteristica purtroppo diventata comune anche tra i battezzati”. Secondo fr. Martzouchos, “le Chiese pagano l’irresponsabilità di lasciare ai genitori la crescita della fede dei figli, ma non esiste più un ambiente cristiano in cui allevarli”. Il parroco ortodosso ha poi sottolineato come “il discernimento è luce nell’oscurità, è aiutare gli smarriti a riprendere la strada persa” ma “ogni padre spirituale deve sapersi regolare a seconda delle capacità di colui che ha di fronte”. E se “il peccato è una malattia” allora “il padre spirituale, il confessore deve valutare se il penitente reagisce male alla medicina spirituale” ed eventualmente “cambiare cura”. Fr. Martzouchos ha puntato poi il dito contro “capi spirituali, ‘guru’ che tengono i fedeli in un rapporto di dipendenza continua, lasciandoli in un sonno perenne senza il dinamismo del dubbio e della contraddizione”.
Delle alterazioni del discernimento spirituale, delle illusioni e degli inganni ha parlato Irina Paert, ricercatrice all’Università di Tartu (Estonia) approfondendo il tema “Lo starčestvo e il fenomeno dei ‘giovani starcy’ nella Chiesa ortodossa russa”. “L’autorità di un confessore o di un padre spirituale – ha detto – non dipende dall’infallibilità o incorruttibilità del suo giudizio ma dall’amore che ha per coloro che cercano la sua direzione. Un amore mosso dal desiderio di dare, a coloro che la cercano, la maturità spirituale per diventare veramente discepoli di Cristo”. “Quindi – ha concluso – delusioni ed errori non devono oscurare quelle testimonianze che ci indicano che oggi è possibile avere una cura spirituale saggia, non basata sull’inganno. Ma è necessario dare attenzione ad altre fonti di discernimento spirituale nelle comunità, ascoltando i giovani, le donne, gli esterni, cercando un cammino di apertura con la preghiera, nell’umiltà e nel pentimento”.
In apertura di pomeriggio è stato letto parte dell’intervento su “paternità spirituale e discernimento” preparato da anba Epiphanius, vescovo copto ortodosso e abate del monastero di San Macario (Egitto), ucciso a fine luglio. A leggere il testo, l’ultimo scritto da Epiphanius prima di essere assassinato, è stato padre Marcos, anch’egli del monastero di San Macario.

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