Discernimento: Maksim (vescovo ortodosso), “valutare l’impatto della crisi per determinare le scelte da fare”

“Valutare rapidamente l’impatto della crisi e la frequente ri-valutazione di essa probabilmente influenzerà, se non determinerà, le scelte che dovete fare, il modo in cui comunicare e l’urgenza che darete alla soluzione del problema”. Lo ha detto stamani Maksim Vasiljevic, vescovo della diocesi dell’America Occidentale della Chiesa ortodossa serba, intervenendo al Convegno ecumenico internazionale dal titolo “Discernimento e vita cristiana”, in corso nel monastero di Bose. Secondo il vescovo, che ha incentrato il proprio intervento su Massimo il Confessore, “la verifica a posteriori del passato e della storia è cruciale, ma è pressoché dimenticata nella teologia contemporanea”. Quindi, il contesto della riflessione teologica “necessita dell’elemento della libertà e del futuro ed esso può sorgere solo come risultato di un evento”, cioè la Risurrezione di Cristo. “Una cristologia della resurrezione risolve ogni enigma della vita”, ha spiegato Maksim. “Se prendiamo sul serio l’ermeneutica, siamo sorpresi dal fatto che non c’è niente che non sia interpretabile attraverso il futuro, e allora non c’è ‘niente’ dietro, niente è passato. Questa è una realtà stranamente radicale: è soltanto nella distanza del futuro che il mistero dell’esistenza e, chiaramente, della salvezza apparirà evidente. Ogni cosa che è dietro a noi, che abbiamo vissuto è ‘oggi’, e solo vivendola in questo modo, quale oggi, riceve il suo senso”.

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