Card. Caffarra: mons. Camisasca (Reggio Emilia-Guastalla), è stato “un maestro”

“I cristiani hanno nel mondo il compito di svelare il volto dei popoli, cioè di togliere quel velo che impedisce loro di vedere e di comprendere, aiutando tutti a leggere la storia di Dio che cammina dentro la storia degli uomini”. Lo ha detto mons. Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, durante la Messa celebrata questa sera, nella cattedrale di San Pietro a Bologna, in suffragio del card. Carlo Caffarra, ad un anno alla morte. A presiedere la celebrazione eucaristica è stato l’arcivescovo di Bologna, mons. Carlo Zuppi, mentre mons. Camisasca ha pronunciato l’omelia. “Don Carlo, come famigliarmente voleva essere chiamato dagli amici, è stato un grande maestro”, ha proseguito il vescovo: “Il suo compito innanzitutto come teologo, poi come vescovo, è stato quello di abbeverarsi continuamente alla verità di Dio per trasmetterla al popolo che gli era affidato, agli studenti di Milano e di Roma, ai ferraresi e ai bolognesi”. Secondo Camisasca, “abbeverarsi a Dio ha voluto dire per lui fondamentalmente: silenzio, preghiera, studio e insegnamento. La Sacra Scrittura, i Padri della Chiesa, i grandi maestri della Scolastica, i filosofi di ogni tempo sono stati i quattro pilastri della sua scuola. Questo è stato il fondamento su cui si è costruito tutto l’edificio del suo sapere”. “Caffarra, nel lungo esercizio del suo magistero di professore e di vescovo, ha saputo coniugare continuamente la ragione con le ragioni della fede, ci ha mostrato i sentieri che la ragione può percorrere e quelli che solo la fede sa illuminare”, ha detto il vescovo. “Sono contento di aver conosciuto don Carlo, di aver potuto vivere con lui tanti momenti della mia maturità e della mia incipiente vecchiaia, di essere stato testimone del suo infinito amore per la Chiesa e per il papa”, ha concluso Camisasca.

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