Sovvenire: Calabresi, “chi si sente parte della Chiesa deve domandarsi che cosa può fare per sostenerla”

“Il prossimo passo ora è rendicontare in modo parlante, non solo tecnico, i bilanci. La trasparenza fa crescere generosità e fiducia. In gioco c’è la vita della Chiesa che vogliamo, ognuno deve sentirsene parte”. Così Matteo Calabresi, responsabile del Servizio Promozione Cei, che organizza la cinque giorni del Campus di formazione per seminaristi ed incaricati diocesani “ComuniDare – Sovvenire per servire” questa settimana fino al 7 settembre, ha aperto i lavori al Carmelo di Ciampino (Roma). “Il tema Chiesa-denaro è tra i più visibili e divisivi tra i fedeli. I cittadini si formano un orientamento sulla Chiesa a partire da come utilizza il denaro. È un punto quanto mai sensibile e strategico. Nonostante i segnali positivi di forte dinamismo nelle diocesi sul fronte della trasparenza e della condivisione dei bilanci, dobbiamo continuare su questa strada. I fedeli sono sempre più esigenti, e tutte le ricerche mostrano che dove aumenta la trasparenza, crescono anche generosità e fiducia”. La questione economica, rappresentata da 8xmille e Offerte per il sostentamento dei sacerdoti, “non è fondamentale solo dal punto di vista contabile, ma culturale, anche per mettere la Chiesa al riparo dagli effetti devastanti che provoca l’uso scorretto del denaro –ha proseguito Calabresi-. Le migliori pratiche non possono essere trascurate né mancare nella formazione dei sacerdoti, così come in quella dei fedeli, che devono essere sempre meglio coinvolti dai parroci, dai loro collaboratori laici nei Consigli per gli affari economici, così come dagli incaricati parrocchiali per il sovvenire. In gioco c’è la vita della Chiesa che vogliamo, non la preoccupazione per un’eventuale calo delle risorse. Ognuno che si sente parte della Chiesa deve domandarsi che cosa può fare per sostenerla. È facile dire ‘non mi riguarda e non mi interessa’, continuando la vivere nella casa comune senza occuparsene. Ma cosa pubblica è di tutti, cioè di ciascuno, non di nessuno. Una comunità coesa di fedeli è quella in cui tutti si prendono cura di tutti. Senza dunque dare per scontato l’8xmille, e rendendo sempre più significativa la nostra partecipazione alla vita della Chiesa anche con l’Offerta per i nostri sacerdoti”.

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