Cappella Sindone: dopo 21 anni la riapertura. Mons. Nosiglia (Torino), “opera dal significato universale”

Mons. Cersare Nosiglia, arcivescovo di Torino

È il significato spirituale per tutti quello che ha sottolineato mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e Custode pontificio della Sindone, nel corso della cerimonia per la riapertura al pubblico della Cappella della Sindone del duomo di Torino opera di Guarino Guarini. “Vorrei sottolineare il significato universale dell’opera del Guarini – ha spiegato Nosiglia –, voluto e costruito come tempio del Signore: la Cappella non è solo un’opera che esalta la bellezza della architettura e dell’arte. Essa fa parte di un percorso che ogni uomo è chiamato a compiere dal buio della morte spirituale causata dal male alla luce salvifica che emana della risurrezione del Signore”.
L’arcivescovo ha poi aggiunto che “salendo dal duomo, gli scaloni impongono la tenebra, raccontano la morte: ma poi la luce che viene dalla guglia, punto focale della Cappella, stravolge la stessa verità fisica e biologica del nostro dover morire ed esalta lo splendore della risurrezione. La Sindone, quando Guarini pensò la Cappella, stava lì a mezzo: testimonianza inequivocabile di dolore e di morte ben rappresentata dal buio del marmo nero, ma altrettanto di certa speranza di risurrezione… E questa testimonianza è giunta fino a noi, in quella storia di fede in cui la Sindone è completamente immersa”.
Nosiglia ha quindi auspicato che la Cappella possa tornare presto ad essere “quel luogo di preghiera, di silenzio, di meditazione che è sempre stato in questi secoli. Il servizio ecclesiale continuò infatti ininterrotto fino all’inizio del primo restauro, negli anni ’90 del secolo scorso. Sarà anche questo un modo per vivere ogni volta il richiamo alla Sindone e al suo messaggio di amore e di fede, e insieme la sorpresa di contemplare quella bellezza ineffabile che contribuisce a dar senso alle nostre vite e alla nostra storia”.
Tornando all’incendio che nel 1997 ha colpito il duomo e la Cappella guariniana, Nosiglia ha sottolineato che “l’incendio della cattedrale è, per il suo vescovo, l’impensabile che accade, il male impossibile che si manifesta. Da Custode della Sindone ho voluto fare tutto quanto era in mio potere per custodire e dare sicurezza a codesto patrimonio unico al mondo”. L’arcivescovo ha quindi ringraziato tutti i tecnici che hanno lavorato ai restauri precisando: “Sono felice e onorato di essere qui, a veder restituita alla città, e al mondo, la Cappella quasi interamente restaurata dopo 21 anni di lavoro difficile, di sfide all’intelligenza e alla tecnologia. Ringrazio pertanto tutti coloro che hanno consentito di giungere con il loro intenso e competente impegno alla attuale riapertura al pubblico di questo gioiello dell’architettura barocca e della religiosità torinese, riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità. La Cappella è un opera complessa,avvincente per la genialità ascetica che l’architetto Guarino Guarini vi seppe infondere. Una genialità che si trasfigura in Bellezza assoluta per il sito destinato ad accogliere uno dei più importanti tesori della cristianità: la Santa Sindone”.

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